Davanti alle mura imponenti di Dubrovnik, una striscia verde scuro si stende sull’Adriatico, quasi a sfidarne la vastità. È Lokrum, un’isola minuscola e densa di storie, dove i pini secolari si mescolano alle rovine silenziose e i pavoni, liberi e vanitosi, si aggirano come custodi di segreti antichi. Non è solo natura quella che si incontra qui, ma un intreccio di passato e mistero: dal monastero benedettino alle tracce dimenticate di epoche lontane, ogni angolo suggerisce leggende sussurrate nel vento e storie d’amore che sembrano ancora vivere tra le pietre.
Lokrum copre appena 72 ettari, ma è un concentrato di natura rigogliosa: quasi il 90% dell’isola è coperta da boschi. I pini dominano il paesaggio, alternandosi a ulivi e altre piante mediterranee, creando un ambiente naturale che ha mantenuto un equilibrio raro. Dal 1948, l’isola è protetta come riserva speciale di vegetazione forestale, una delle più antiche della Croazia.
Ma non è solo natura: Lokrum fa parte del patrimonio mondiale UNESCO insieme al centro storico di Dubrovnik. Una tutela che non arriva per caso, visto che qui si conservano ecosistemi originali, quasi intatti, a pochi metri da una delle città più visitate del Mediterraneo. Le acque limpide che la circondano completano un quadro perfetto per chi vuole immergersi in storia e natura.
Gli scavi archeologici mostrano che l’uomo ha frequentato Lokrum fin dalla preistoria, ma i primi documenti scritti arrivano con i monaci benedettini: il loro monastero è citato già nel 1023. Per loro l’isola era rifugio e lavoro, con orti, vigneti, uliveti e piante medicinali coltivate con cura.
Una leggenda molto popolare racconta di Riccardo Cuor di Leone: nel 1192, mentre navigava, una tempesta lo sorprese e lo costrinse a rifugiarsi nella baia di Skalica, sull’isola. Per ringraziare, promise di costruire una chiesa, ma i cittadini di Ragusa lo convinsero a destinare quei fondi alla loro cattedrale.
Il lato oscuro di Lokrum è legato alla maledizione dei monaci benedettini: la notte in cui lasciarono l’isola, avrebbero pronunciato parole nefaste contro i futuri proprietari. Secondo la tradizione, questa maledizione avrebbe segnato il destino della famiglia imperiale asburgica, segnata da tragedie come la fucilazione di Massimiliano in Messico, la morte del principe Rodolfo a Mayerling e l’assassinio dell’imperatrice Elisabetta, detta Sissi.
Nonostante le sue dimensioni, Lokrum offre un percorso ricco di sorprese, tutte da esplorare a piedi. Il punto di partenza è l’approdo principale a Portoč, da cui si snodano sentieri tra boschi fitti, radure illuminate dal sole e antichi terreni agricoli ormai in parte abbandonati.
Il monastero benedettino, ora in rovina, conserva una basilica romanico-gotica e parti di un complesso gotico-rinascimentale costruito tra XV e XVI secolo. Il terremoto del 1667 ha lasciato i suoi segni, ma colonne, archi e porticati mantengono ancora una maestosità palpabile. Sopra una porta, un’iscrizione latina invita a riflettere sul valore della concordia rispetto alla discordia. Dalla storia imperiale arrivano poi gli elementi neogotici e neorinascimentali aggiunti da Massimiliano d’Asburgo, insieme a Charlotte’s Well, una vasca in pietra per irrigare le piante esotiche.
Anche il piccolo schermo ha puntato i riflettori su Lokrum: alcune scene di Game of Thrones sono state girate proprio qui. Il Giardino Botanico, che si estende su 3,3 ettari, ospita circa 500 specie vegetali divise in 13 settori, un vero paradiso per chi ama la natura.
La cappella dell’Annunciazione, costruita tra XV e XVI secolo, custodisce gli inginocchiatoi di Massimiliano e Carlotta, preziosi testimoni di un passato aristocratico. Salendo a Fort Royal, la fortezza francese sulla cima del colle Glavica, si gode una vista che abbraccia l’isola, Dubrovnik e il mare. Il cammino segue il suggestivo Path of Paradise, una strada un tempo fiancheggiata da cipressi mediterranei e parte di un sistema viario asburgico.
Un’altra particolarità è il Mrtvo More, un piccolo lago salato collegato al mare da passaggi sotterranei. Le sue acque calme sono un rifugio perfetto per chi cerca un po’ di tranquillità lontano dalle onde dell’Adriatico. Le coste rocciose dell’isola offrono invece spazio a chi vuole prendere il sole; nella zona nord-occidentale c’è un’area dedicata al naturismo, frequentata da chi ama la natura nella sua forma più libera.
E poi ci sono loro, i pavoni indiani, che si aggirano liberi tra radure e rovine, spesso aprendo il loro piumaggio in spettacoli di colori e forme che incantano i visitatori.
Lokrum dista meno di 600 metri dalla costa di Dubrovnik, proprio di fronte al centro storico. L’isola è disabitata e non ci sono strutture ricettive: l’accesso è regolato per proteggere ambiente e patrimonio.
I traghetti partono dal Porto Vecchio di Dubrovnik, appena sotto le mura, con un viaggio di circa 10 minuti. Nel 2024 il biglietto costa 30 euro, comprensivo di andata, ritorno e ingresso nella riserva naturale. Anche chi arriva in barca privata o taxi boat deve acquistare il biglietto alla stessa tariffa.
Orari e frequenze cambiano a seconda della stagione e del meteo. In inverno e nelle giornate più brutte l’isola resta chiusa. Durante la stagione aperta, è fondamentale rispettare gli orari dell’ultima corsa per garantire la sicurezza e la tutela del luogo.
Sull’isola si trovano alcuni punti di ristoro, ma è meglio arrivare preparati: acqua, scarpe comode e tutto il necessario per una giornata tra natura e storia.
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