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Rigenerazione a Sassari: cultura, formazione e autocostruzione nel quartiere Monte Rosello

Poliss e il progetto WIP: rigenerare Monte Rosello per costruire comunità

In via Baldedda, nel quartiere di Monte Rosello a Sassari, c’è un edificio che per anni è stato quasi invisibile agli occhi della comunità. Poliss, nato all’inizio degli anni Duemila per ospitare i familiari dei detenuti, oggi versa in uno stato di abbandono. Intorno, vivono più di 12.400 persone, molte anziane — oltre il 12% ha più di 75 anni — e il quartiere fatica a trovare nuovi slanci. Ma qualcosa si muove. Il progetto WIP – Work in Poliss vuole restituire a questo spazio la sua dignità, trasformandolo in un centro vivo e aperto a tutti. Non solo un edificio rinnovato, ma un luogo dove la comunità, soprattutto i giovani e le persone più fragili, possono incontrarsi, partecipare, costruire insieme un futuro migliore. Un obiettivo ambizioso, che punta a far rinascere Monte Rosello dal basso, con la forza delle persone.

Monte Rosello: un quartiere tra anziani e bisogni sociali

Monte Rosello è uno dei quartieri più popolosi di Sassari, con quasi il 10% degli abitanti della città. È una comunità variegata, dove la presenza degli over 75 è significativa e fa emergere bisogni specifici, soprattutto in termini di servizi e spazi di socialità. Questo rende urgente un intervento che possa rigenerare gli spazi urbani, creando occasioni di incontro e inclusione.

Fino a poco tempo fa, Monte Rosello ha sofferto di degrado e carenza di infrastrutture sociali adeguate. I luoghi pubblici scarseggiano e quelli esistenti sono spesso dispersivi o poco accessibili. Poliss, che avrebbe dovuto essere un punto di riferimento, non è riuscito a svolgere appieno questo ruolo, finendo per essere poco frequentato. Oggi però la situazione sta cambiando, grazie a progetti come WIP che puntano a costruire nuove relazioni tra la gente e gli spazi del quartiere.

Poliss: da centro di accoglienza a punto di ritrovo per tutti

Nato nei primi anni 2000 per sostenere famiglie e figli dei detenuti, Poliss si trova in una posizione centrale del quartiere, su un’area di circa un ettaro con due edifici e ampi spazi aperti. Nei primi anni ha funzionato secondo la sua missione sociale, ma negli ultimi tempi è stato poco utilizzato.

Questa realtà ha messo in luce la necessità di ripensare il ruolo di Poliss, per trasformarlo in un luogo vivo e funzionale, capace di colmare la mancanza di spazi aggregativi a Monte Rosello. L’intervento previsto punta a ridare energia agli edifici e agli spazi esterni, creando nuove opportunità di incontro, formazione e attività ricreative. L’idea è di aprire Poliss a tutta la comunità, con particolare attenzione ai giovani e a chi si trova in situazioni di difficoltà.

WIP: rigenerare Poliss con la partecipazione dei cittadini

Dietro il progetto WIP ci sono circa 300mila euro messi a disposizione da Fondazione Baggi Sisini e Fondazione con il Sud. A guidarlo è Officine Condivise APS, insieme al Comune di Sassari e al Centro per la Giustizia minorile della Sardegna. La progettazione è affidata al collettivo Orizzontale, specializzato in rigenerazione urbana. Paola Salvadori, project manager di Officine Condivise, parla di una “rigenerazione sociale basata su un’intelligenza multipla”, che punta a far emergere risorse sia individuali sia collettive.

La forza di WIP sta nel coinvolgere davvero la comunità, con momenti di ascolto e co-progettazione, evitando interventi calati dall’alto. Nasrin Mohiti Asli, coordinatrice del progetto, spiega che l’obiettivo è “allargare lo sguardo” e prendersi il tempo necessario – almeno cinque anni – per mettere a punto soluzioni solide e condivise. In questo senso, il Tavolo Ri.So ha già promosso oltre 30 incontri con associazioni, istituzioni e cittadini per discutere di sostenibilità e gestione dei beni comuni.

Cantieri di autocostruzione e il rilancio degli spazi verdi

Il lavoro di rigenerazione parte da due fronti: gli interni e l’esterno. Tra maggio e giugno 2026 prenderà il via il primo cantiere di autocostruzione all’ingresso del centro, con la partecipazione di volontari, tecnici e artigiani. Non si tratta solo di recuperare materiali, ma di costruire un senso di appartenenza e responsabilità condivisa. Il laboratorio di carpenteria con materiali naturali sarà anche un’occasione di formazione e socializzazione.

Nel 2027 è previsto l’intervento sugli spazi verdi, oggi trascurati. L’idea è di riportare vita al giardino con piantumazioni, orti urbani, la riqualificazione delle serre, la sostituzione delle attrezzature sportive e il restyling delle aree gioco. Questo spazio naturale non vuole essere solo un polmone verde, ma un luogo di cura, incontro e attività per tutta la comunità. La natura diventerà così un elemento chiave per il benessere collettivo.

Cultura e sport: Poliss pronto a una nuova stagione entro il 2030

La rigenerazione di Poliss guarda anche alla cultura e allo sport. Nel biennio 2028-2029, il progetto si concentrerà sul campo da calcio e sulla cavea, che diventerà uno spazio per eventi all’aperto, concerti e iniziative artistiche. L’obiettivo è valorizzare le strutture esistenti e ampliare le possibilità di utilizzo, coinvolgendo diverse realtà nella programmazione.

Il traguardo è il 2030, anno in cui Poliss sarà completamente rilanciato come centro integrato, punto di riferimento e attrazione per Monte Rosello. WIP non punta solo a una riqualificazione materiale, ma soprattutto a costruire un capitale sociale duraturo, fondato sulla collaborazione tra cittadini, associazioni e istituzioni. Se funzionerà, potrà diventare un modello da replicare per rigenerare spazi e comunità, combattendo la marginalità con la cura dei luoghi e delle relazioni.

Redazione

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