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Ru – mòre a Roma: il festival di cinema contemporaneo e sperimentazioni audiovisive a San Lorenzo

San Lorenzo si anima, come ogni primavera, ma questa volta con un battito diverso. Dal 14 al 18 aprile, il quartiere romano si trasforma in un laboratorio dove il cinema contemporaneo si mescola con l’arte che osa, sperimenta. Ru-mòre non è un festival come gli altri: non si limita a proiettare film, ma invade spazi storici e angoli alternativi con videoarte, installazioni immersive e tecnologie all’avanguardia. Qui, i giovani artisti trovano voce e linguaggi nuovi prendono vita, coinvolgendo non solo gli esperti, ma chiunque passi per strada, curioso di scoprire qualcosa di inedito.

Da Barkov a Ru-mòre: un’eredità che cambia volto

Ru-mòre nasce dalle ceneri del Barkov Film Festival, che per sette edizioni ha segnato il panorama romano sotto la guida di Andrea Gatopoulos. Nel 2023 la direzione passa a Laura Catalano e Giorgio Calogero e a Silvio Giannini , che imprimono una svolta netta. Il nuovo festival punta sul cinema breve e su forme narrative diverse: videoarte, realtà virtuale, performance immersive. Al centro, il concetto di comunità e il dialogo diretto tra artisti e pubblico.

La manifestazione si apre al panorama internazionale, raccogliendo opere da tutto il mondo e promuovendo confronti tra voci emergenti. Oltre ai corti, ci sono concorsi di sceneggiatura per corti e lungometraggi e una sezione dedicata alla realtà virtuale lineare. È la chiara intenzione di esplorare nuove strade narrative grazie alle tecnologie più avanzate. Un’occasione preziosa per i giovani talenti, che trovano una vetrina e momenti di confronto con esperti del settore.

San Lorenzo: un palco diffuso per l’arte che dialoga con la città

Il 2024 segna anche un cambio di scenario. San Lorenzo, quartiere pulsante di creatività e sede di una nutrita comunità di studenti e artisti, diventa la casa ideale per Ru-mòre. Gli spazi scelti sono un mix fra luoghi storici e ambienti meno convenzionali, per portare l’arte fuori dalle sedi classiche e dentro la vita quotidiana. Il Cinema Tibur è il cuore delle proiezioni, concorsi e incontri. Accanto, Lembi si dedica alla realtà virtuale, mentre il Mercato di San Lorenzo ospita l’infopoint e varie installazioni.

Non mancano il Pastificio Cerere, noto centro creativo, insieme a Porte Rosse, Galleria delle Arti, Monitor, Tomo e il Chiosco di San Lorenzo, punto di ritrovo per artisti e pubblico. Questa distribuzione di eventi mira a costruire un’esperienza diffusa e integrata, collegando linguaggi diversi e valorizzando il quartiere come cantiere culturale. Qui si intrecciano confronto e partecipazione, dando vita a un dialogo aperto e vivo tra arte e comunità.

Loud: il cuore pulsante dell’innovazione artistica

La sezione Loud è il vero laboratorio di idee del festival. A cura di Gaia Casagrande, Elena Lydia Scipioni, Alessia Simonetti e Silvia Andreozzi, propone videoarte, performance e installazioni site specific che affrontano temi attuali. Tra le opere più interessanti c’è “Anzi parla” di Eloise Fornieles, realizzata con la British School at Rome, che si integra nel Mercato di San Lorenzo, intrecciando arte e vita quotidiana in modo originale.

Da segnalare anche la performance “Saint Francis according to Manetas: CIIM. Chiesa Immagine in Movimento” di Miltos Manetas, ospitata nello studio di Alessandro Calizza. Il progetto usa un’intelligenza artificiale ibrida per riflettere su San Francesco nell’anno dell’ottavo centenario della sua morte. Il dialogo tra artista e IA ha dato vita a due residenze romane e alla creazione di due “chiese”: una fatta di immagini statiche, l’altra allestita in un appartamento nel quartiere Testaccio. Un’opera che incrocia tradizione, fede e tecnologia.

La chiusura di Loud è un video screening alla Galleria delle Arti, con lavori di cinque artisti contemporanei che esplorano temi dal rapporto tra natura e tecnologia alle dinamiche sociali. Tra questi, “Vegetation Walk” di Anouk Chambaz e “Foll IA” di Leonardo Petrucci, insieme a opere di Catriona Gallagher, Yasmina Benabderramane e Giorgia Errera. A completare il quadro c’è “Mappe di sguardi”, progetto educativo che coinvolge scuole primarie e famiglie con un kit digitale e attività pubbliche durante il festival.

Ru-mòre si conferma così un appuntamento di rilievo per la scena culturale romana. Un evento che unisce cinema contemporaneo e sperimentazione, radicandosi nel tessuto urbano di San Lorenzo e alimentando un dialogo vivo tra tecnologia, narrazione e comunità.

Redazione

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