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Baschi, il borgo medievale umbro dei “buchi”: storia ghibellina e archeologia tra le colline del Lago di Corbara

Il lago di Corbara si stende silenzioso sotto le colline umbre, mentre Baschi si aggrappa al suo pendio con i suoi vicoli stretti, così angusti da guadagnarsi il soprannome di “paese dei buchi”. Non è un borgo qualunque. Tra campi coltivati e dolci declivi, conserva un’anima antica, fatta di storie sussurrate e radici profonde. Qui, il tempo sembra scorrere più lento, lontano dalla folla e dal caos del turismo. È un angolo d’Umbria dove ancora si sente il richiamo della terra, tra tradizioni contadine e sapori autentici.

Il cuore medievale di Baschi: il quartiere dei “buchi”

Il centro storico di Baschi, chiamato “I Buchi” per le dimensioni ridotte di case e stradine, è il vero cuore del borgo. Le abitazioni, con porte basse e finestre strette, sembrano voler proteggere gli spazi interni dal mondo esterno, mentre i vicoli si snodano in un intrico quasi misterioso. Camminando tra queste vie si ha la sensazione di fare un salto indietro nel tempo.

Tra i monumenti più importanti c’è la Chiesa di San Nicolò, eretta nel 1576 sopra un edificio del XII secolo. Opera dell’architetto Ippolito Scalza di Orvieto, la chiesa riflette lo stile rinascimentale toscano. All’interno, l’alternanza di intonaco bianco e pietra basaltina grigia crea un effetto elegante. Da non perdere l’organo settecentesco, con più di cinquecento canne, un vero tesoro per gli appassionati di musica antica. Sotto l’altare riposa San Longino, patrono di Baschi, figura centrale per la comunità.

Non lontano si trova il Palazzo Comunale, che ospita l’Antiquarium. Qui si possono ammirare reperti archeologici provenienti dagli scavi di Scoppieto, un’area famosa per la produzione ceramica romana. Terrecotte e utensili raccontano di un’attività artigianale fiorente di quasi duemila anni fa. Le ricostruzioni delle fornaci e le spiegazioni sulle fasi di lavorazione dell’argilla guidano il visitatore dentro la vita di un antico laboratorio.

Scoppieto: il sito archeologico tra vasai e ceramiche romane

A pochi chilometri da Baschi, l’area archeologica di Scoppieto completa il quadro storico. Gli scavi, iniziati nel 1995, hanno portato alla luce un complesso dedicato alla produzione di ceramica, attivo dalla fine del I secolo d.C., costruito sopra le rovine di un santuario del IV secolo a.C. L’area, di circa duemila metri quadrati, mostra come era organizzato un laboratorio artigianale romano.

Gli archeologi hanno identificato le postazioni di lavoro dei vasai, i torni per modellare l’argilla e i bracieri usati per la cottura. Sono emerse anche strutture pensate per ottimizzare il processo produttivo, a dimostrazione di una realtà artigiana efficiente e ben strutturata. Questo sito non solo spiega le tecniche di lavorazione, ma restituisce anche l’immagine di una comunità viva e profondamente legata al territorio umbro.

Le tracce di quel passato operoso si riflettono ancora oggi nelle tradizioni locali, tra vigneti, oliveti e prodotti tipici di qualità.

Come arrivare a Baschi e scoprire l’Umbria fuori dai circuiti classici

Baschi si trova in provincia di Terni, a una quindicina di chilometri da Orvieto, posizione comoda per scoprire una parte autentica dell’Umbria. Immerso tra colline coltivate e boschi, con vedute mozzafiato sul lago di Corbara, il borgo è la meta giusta per chi cerca esperienze lontane dal turismo di massa. Il Cammino dei Borghi Silenti passa proprio da qui, collegando realtà storiche ricche di fascino e sempre più apprezzate da chi ama camminare con calma.

Chi arriva in auto può prendere l’Autostrada del Sole A1, uscita Orvieto, oppure la superstrada Perugia-Todi e la SS448, che collega Todi a Orvieto. La strada statale 205 mette in comunicazione Baschi con Orvieto, Guardea, Amelia e Narni, rendendo semplici gli spostamenti nella valle. Per chi preferisce il treno, le stazioni di Orvieto e Orte sono le più comode. Da qui si prosegue con autobus o mezzi locali fino a Baschi.

Facile da raggiungere, immerso in un paesaggio autentico e ricco di storia, Baschi è una scoperta che sorprende chi vuole conoscere l’Umbria più vera nel 2024.

Redazione

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