
Venezia si trasforma di nuovo, pronta a diventare un museo a cielo aperto. La 61ª Biennale d’Arte si annuncia più vasta che mai: 99 padiglioni nazionali sparsi tra calli e campi, sette Paesi al loro debutto assoluto. Non solo i soliti Giardini e l’Arsenale, ma un’intera città che si apre all’arte contemporanea, svelando angoli nascosti e suggestioni inedite. Sono 111 gli artisti chiamati a raccontare storie e visioni da tutto il mondo, guidati da un tema forte, curato da un nome di spicco che sfida lo sguardo a cogliere ciò che spesso passa inosservato. Venezia si prepara a sorprendere, ancora una volta.
In Minor Keys: l’arte che parla di sfumature e storie nascoste
La Biennale, in programma da maggio a novembre 2026, si apre con un titolo che invita a riflettere: In Minor Keys. Dietro questo progetto c’è Koyo Kouoh, prima curatrice africana nella storia della Biennale, scomparsa nel 2025, la cui visione guida ancora l’intera manifestazione. In Minor Keys mette da parte il grande spettacolo per entrare in un’atmosfera più intima, fatta di racconti ai margini e delicatezza. Come nelle note minori della musica, si punta a far emergere quelle vibrazioni di malinconia e profondità che spesso restano in secondo piano, trasformandole in un percorso artistico che valorizza esperienze meno appariscenti ma altrettanto significative. Con 111 artisti da ogni continente, la mostra si presenta come un mosaico complesso, che privilegia narrazioni personali e temi legati all’identità.
La giuria si dimette, il pubblico prende il comando
A pochi giorni dall’apertura, un colpo di scena ha cambiato le carte in tavola: la giuria internazionale si è dimessa in seguito alle tensioni sulla partecipazione di Russia e Israele alla mostra. Il risultato è un cambio radicale nel modo di assegnare i premi, che ora saranno decisi solo dal pubblico. Sono nati così i “Leoni dei Visitatori”, due premi, uno per il miglior artista e uno per la migliore partecipazione nazionale. Si può votare dal 9 maggio al 22 novembre, visitando sia i Giardini che l’Arsenale, con la possibilità di esprimere un solo voto per ciascun premio. Questa novità mette i visitatori al centro, dando loro un ruolo attivo in un evento che tradizionalmente era dominio di esperti.
I Giardini: architetture e arte per raccontare identità e memoria
I Giardini della Biennale sono il cuore storico dell’esposizione, ospitando 29 padiglioni nazionali costruiti da grandi architetti come Carlo Scarpa e Alvar Aalto. Quest’anno, i padiglioni si trasformano in spazi di riflessione su temi come identità, memoria e cambiamento, con opere che spaziano dalle performance alle sculture, fino a installazioni immersive e suoni. L’Australia presenta “The Conference of the Birds” di Khaled Sabsabi, un viaggio mistico. L’Austria porta “Seaworld Venice” di Florentina Holzinger, che mescola miti marini e futuro della laguna. Il Belgio con Miet Warlop offre una performance corale interattiva, coinvolgendo il pubblico con musica e gesso. Dal Brasile arrivano tessuti e ceramiche che raccontano le cicatrici della memoria coloniale. Il Canada con Abbas Akhavan ricompone rovine culturali nate da conflitti e natura. La Corea del Sud affronta temi di migrazione e identità con materiali industriali e linguaggi ibridi. Finlandia, Francia, Germania, Regno Unito e Grecia propongono riflessioni sull’ecologia, il potere, storie cancellate e realtà distorte. Ogni padiglione racconta un mondo a sé, ma insieme disegnano un quadro ricco e articolato.
L’Arsenale e il padiglione italiano: artigianato e storie dal mondo
L’Arsenale, con la sua struttura industriale, diventa un grande contenitore di storie provenienti da ogni parte del mondo. Il padiglione italiano, tra le Corderie e le Artiglierie, presenta “Con te con tutto” di Chiara Camoni, un progetto collettivo che usa la ceramica come materiale domestico lavorato a mano con tecniche tradizionali toscane. Accanto, l’Arabia Saudita mostra l’opera di Dana Awartani che ricostruisce le geometrie della Grande Moschea di Aleppo, danneggiata dalla guerra, con grande maestria artigianale. Israele propone l’installazione di Belu-Simion Fainaru, una pioggia di gocce nere ispirata a Paul Celan, simbolo delle ferite storiche. L’Argentina coinvolge il pubblico in un percorso su disegni di sale e carbone che si consumano camminando. Il Cile usa il suono per raccontare migrazioni e manipolazioni mediatiche, partendo da un fiume degradato. Le Filippine mettono in luce la vita invisibile dei marinai, veri nodi emotivi del commercio internazionale. Questo spazio ospita temi ampi e attuali, dalla cultura all’ambiente, declinati in forme diverse.
Venezia tutta da scoprire: la Biennale invade calli, chiese e palazzi nascosti
La Biennale 2026 va oltre i Giardini e l’Arsenale, spingendosi in molti altri luoghi della città. Venezia diventa così un grande museo diffuso che invita a esplorare calli appartate, chiese antiche e palazzi fuori dai percorsi turistici. Tra i protagonisti ci sono opere che dialogano con storie e tradizioni locali. L’Ecuador mette in scena un ponte tra cosmologie amazzoniche e tecnologie digitali. El Salvador trasforma Palazzo Mora in una mappa emotiva della migrazione con sculture arricchite da QR code che raccontano voci di sfollati. La Slovenia rivisita una moschea dell’Impero austro-ungarico con musica e architetture sonore. Il Pakistan racconta il Punjab con ricami e fotografie, sfidando i confini tra arte e artigianato. Kosovo e Lituania portano lavori che parlano di attese politiche e rituali legati al paesaggio. Altri padiglioni sparsi nei sestieri offrono un ventaglio vasto di temi e linguaggi, mettendo in luce storie postcoloniali, memorie condivise e rinnovamenti artistici.
Come visitare la Biennale: orari, biglietti e trasporti
Le sedi principali della Biennale saranno aperte al pubblico dal martedì alla domenica, con chiusura il lunedì salvo alcune eccezioni. Da maggio a fine settembre l’orario è dalle 11 alle 19, con aperture prolungate fino alle 20 il venerdì e sabato all’Arsenale. Da fine settembre fino alla chiusura, si entra dalle 10 alle 18. I biglietti si possono acquistare online sul sito ufficiale: 30 euro intero, 20 per over 65 e residenti veneziani, 16 per studenti e under 26; sono previste agevolazioni per disabili, gruppi e scolaresche. Le location si raggiungono facilmente con il vaporetto da Piazzale Roma o dalla stazione: le linee 1 e 4.1 portano all’Arsenale, mentre per i Giardini ci sono diverse linee ACTV, tra cui la 1, 2 e 5.1. Informazioni aggiornate e mappe aiutano a orientarsi in questa ricchezza artistica che anima Venezia per mesi.
