
“Le periferie non sono solo confini, ma punti di partenza.” A Roma, questa convinzione prende forma concreta nel cuore del Quadraro Vecchio. Il 16 maggio, le strade si animano di installazioni e performance che si intrecciano con la vita quotidiana, trasformando il quartiere in un teatro a cielo aperto. È la quinta edizione di IPER Festival delle periferie, un evento che non si limita a raccontare, ma mette in scena storie e geografie spesso dimenticate. “Super Lieux Periferie” non è solo un titolo, ma una dichiarazione d’intenti: portare alla luce il valore culturale nascosto tra le vie meno battute della città. Spettacoli, incontri, arte diffusa si fondono in un percorso capace di risvegliare lo sguardo sulla Roma che cambia, quella che pulsa ai margini ma aspira a essere centro.
Quadraro Vecchio: un quartiere tra memoria e rinascita culturale
Il Quadraro, quartiere storico di Roma, è diventato un simbolo di questa nuova spinta culturale. Con il tempo ha saputo reinventarsi, ospitando spazi indipendenti come Spazio Y, Casa Vuota e Piano b. Questi luoghi sono diventati veri e propri fari di una rigenerazione che parte dalla creatività e dal coinvolgimento della comunità. Il cuore di Überlagerungen è proprio questo: pensare la periferia come un intreccio di tempi, spazi e memorie. Il nome stesso, che in tedesco significa “sovrapposizioni”, racconta la complessità che nasce dal mescolare passato e presente, tracce urbane e nuove storie, offrendo così una nuova chiave per leggere il quartiere.
L’arte si fa allora strumento per riscrivere la realtà, per mettere in discussione e proporre nuovi modi di stare insieme. Tra palazzi, piazze e botteghe del Quadraro, opere site-specific, performance itineranti e installazioni spingono chi osserva a guardare il territorio con occhi diversi, più attenti e consapevoli.
Überlagerungen: il Quadraro si trasforma in un teatro diffuso
Il 16 maggio il Quadraro si trasforma in un grande palcoscenico all’aperto, con appuntamenti sparsi per tutto il quartiere. All’Associazione culturale Spazio Kina si possono ammirare “Accumulazioni”, una serie di manifesti firmati da Carmelo Baglivo. Nel pomeriggio, la vineria Moggio ospita le opere degli artisti di ultrablu, mentre all’osteria Grandma si respira un’atmosfera conviviale, un punto di sosta tra una performance e l’altra.
Tra le proposte più forti, la performance itinerante “Irruzioni Alte” di Lucia Bricco, che alle 19.30 si muove da Via dei Juvenci creando un dialogo inaspettato con lo spazio urbano. A Largo dei Quintili si possono vedere i manifesti “Fuoco” di Giulio Cassanelli per tutta la durata del festival. Il Comitato di quartiere, con Gigliola di Matteo, Daniela Sinatra e Chiara Vicini, presenta “Geometrie del caso”, un viaggio artistico nella trasformazione urbana. Nel cuore del quartiere, Elena Cucci propone il video “Saluti dal Quadraro”, accompagnato dall’opera “Senza titolo ” di Luca Grechi, entrambi esposti in punti centrali.
Da segnalare anche l’installazione “Dal giorno alla notte” di Felice Levini in Via dei Pisoni 50, “Comporre e discordare” di Nicolas Martino in Via dei Lentuli 12C, e “Passaggi umani” di Cristiana Pacchiarotti che invade gli spazi da Via dei Pisoni 63 a 71. Le performance completano il quadro: Clarissa Secco animerà Via dei Juvenci con “Tanto così, poco così”, mentre Silvia Spoti porterà “Dove hanno luogo le differenze” in Via Filippo Re 50.
Spazio Y: il cuore pulsante della cultura contemporanea al Quadraro
Spazio Y è uno dei punti di riferimento per l’arte contemporanea nel Quadraro e gioca un ruolo chiave nell’identità culturale del festival. Dal 2014 questo spazio indipendente unisce mostre, residenze artistiche ed eventi che coinvolgono la città. Non si limita alle sue mura: con progetti come OOR – Out Of Residency, lanciato nel 2022, ha creato un dialogo costante tra artisti e pubblico nelle strade e nei luoghi della città.
La collaborazione con i Municipi V e VII ha rafforzato il legame tra istituzioni e realtà locali, favorendo una visione condivisa che fa del territorio un luogo di ascolto e sostegno. La direzione artistica collettiva, guidata da Paolo Assenza, cofondatore e anima del progetto, coinvolge anche professionisti come Alessia Simonetti e Beatrice Ciotoli, tutti impegnati a consolidare la vocazione culturale del Quadraro e a promuovere un approccio multidisciplinare.
Arte e periferia: una sfida di rigenerazione e comunità
Le iniziative del festival vanno ben oltre il semplice evento artistico. Installazioni, performance e mostre creano una rete di stimoli che coinvolgono residenti e visitatori. L’arte diventa così uno strumento per vivere lo spazio urbano in modo nuovo, per aprire canali di dialogo interculturale e favorire l’inclusione sociale.
In una periferia come quella romana, segnata da disuguaglianze e marginalità, queste esperienze sono un esempio concreto di come la cultura possa trasformare la realtà, modificare percezioni e stimolare la partecipazione civica. La varietà delle proposte, dalla pittura al video, dal teatro di strada alle installazioni site-specific, racconta la forza dei linguaggi contemporanei nel rispondere alle sfide della città.
Fino al 31 maggio, il festival conferma un impegno costante nel valorizzare la periferia come spazio vivo, che non dimentica le sue radici ma si apre al cambiamento e all’innovazione.
Roma guarda così la sua periferia con occhi diversi, lasciandosi attraversare da “super luoghi” d’arte che, mescolando storie e geografie, tracciano nuove strade per il futuro della città.
