
Quattrocentomila visitatori in otto mesi: un successo che Roma non vedeva da anni. Le Scuderie del Quirinale hanno accolto una folla entusiasta per “I Tesori dei Faraoni”, una mostra che ha trasformato l’antico Egitto in un fenomeno popolare, capace di attirare giovani studenti, appassionati e turisti da ogni angolo del mondo. Inizialmente prevista fino a marzo, la mostra ha dovuto allungare i tempi per soddisfare una domanda che non si è mai spenta. E ora, mentre i riflettori si spostano oltreoceano, una selezione dei reperti più preziosi si prepara a incantare anche il pubblico americano, segnando il debutto negli Stati Uniti.
Boom di visitatori alle Scuderie del Quirinale
La mostra romana è stata una delle più seguite degli ultimi anni. Oltre 130 pezzi, provenienti direttamente dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor, hanno attirato folle impressionanti. Tra questi, diversi reperti mai usciti dall’Egitto prima d’ora. Dietro l’organizzazione scientifica c’è la mano esperta di Tarek El Awady, ex direttore del Museo Egizio del Cairo, con contributi importanti nel catalogo e nelle guide di Zahi Hawass, punto di riferimento mondiale per l’archeologia egizia.
Qualche critica è arrivata sull’apparato didascalico, giudicato da alcuni un po’ insufficiente, ma il coinvolgimento del pubblico è stato evidente, soprattutto tra i più giovani. Sono state infatti circa 60mila le studentesse e gli studenti che hanno partecipato a visite guidate e laboratori, di cui oltre 40mila delle scuole primarie. Un segnale chiaro che la mostra è riuscita a diventare anche un momento di formazione, oltre che un evento culturale. Tra i visitatori, il 20% aveva meno di 30 anni; il 60% proveniva da Roma e dal Lazio, il resto da altre regioni italiane e dall’estero. L’attenzione delle scuole e delle famiglie ha dato valore aggiunto a questa iniziativa.
Simone Todorow, amministratore delegato di MondoMostre, partner insieme al Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano e ALES, ha sottolineato quanto sia stata importante la collaborazione tra pubblico e privato per realizzare un evento di tale portata. Le Scuderie del Quirinale si confermano così location ideale per mostre di livello internazionale. “I Tesori dei Faraoni” non è stato solo un successo artistico, ma anche un passo avanti strategico nel panorama culturale nazionale e globale.
Il tour negli Stati Uniti prende il via: San Francisco e Fort Worth sotto i riflettori
Dopo il trionfo romano, la mostra si prepara a trasferirsi negli Stati Uniti con due tappe tra il 2026 e il 2027. Si parte da San Francisco, dove “Treasures of the Pharaohs” sarà ospitata al de Young Museum dal primo agosto 2026 al 31 gennaio 2027. L’evento è organizzato dai Fine Arts Museums of San Francisco insieme al Kimbell Art Museum di Fort Worth, ALES S.p.A., MondoMostre e il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano.
A San Francisco arriveranno tutti i 130 reperti già ammirati a Roma, tra cui pezzi di grandissimo valore come i manufatti della “Città d’Oro” di Amenofi III, scoperta solo nel 2021 da Zahi Hawass. Per molti di questi, sarà la prima volta in America. La collaborazione con i musei statunitensi è stata fin dall’inizio essenziale per la buona riuscita del progetto, segno di una sinergia internazionale solida.
Nel 2027 la mostra si sposterà a Fort Worth, in Texas, al Kimbell Art Museum, dove sarà allestita dal 14 marzo al 19 settembre. Questo museo, progettato da Louis I. Kahn e ampliato da Renzo Piano, offrirà lo spazio giusto per una mostra di tale portata e con una forte vocazione scientifica. Il successo in questa seconda tappa sarà fondamentale per valutare un possibile proseguimento del tour in altre città americane.
Dai faraoni alla vita quotidiana: le opere che raccontano l’antico Egitto
La mostra si sviluppa in sei sezioni tematiche, che guidano il visitatore in un percorso completo tra la civiltà egizia. “I Tesori dei Faraoni” racconta la vita di corte, il lavoro degli artigiani, le credenze religiose, il modo in cui gli antichi gestivano la morte e l’aldilà, fino a svelare la Città d’Oro, un complesso archeologico scoperto di recente.
Tra i reperti più importanti ci sono corredi funerari straordinari, come il sarcofago di Psusennes I e la “Collana delle Mosche d’Oro”, simboli di ricchezza e potere. Le pratiche rituali, fondamentali per capire la cultura egizia, si vedono in oggetti come il monumentale sarcofago di Tuya, le figurine funerarie shabti e i vasi canopi, usati per conservare gli organi dei defunti.
Per l’arte faraonica, la mostra mette in mostra pezzi iconici: la statuetta della regina Hatshepsut mentre fa un’offerta, la diade di Thutmosi III con il dio Amon, la Triade di Micerino scolpita in scisto e la maschera funeraria d’oro di Amenemope. Questi manufatti dimostrano il livello tecnico e il valore storico di quest’arte, mettendo in luce materiali, tecniche e simboli ancora affascinanti oggi.
La selezione, curata con rigore scientifico, sottolinea la complessità e la ricchezza della cultura egizia, rispettando l’originalità e il contesto di ogni pezzo. Il percorso è pensato per un pubblico ampio, dagli esperti agli studenti, e invita a conoscere attraverso esposizioni, approfondimenti e laboratori.
Il passaggio negli Stati Uniti dà ulteriore respiro internazionale alla mostra, che continua il suo viaggio di divulgazione e ricerca, portando all’attenzione globale una delle civiltà più affascinanti della storia.
