
Bergamo sta per voltare pagina nel panorama dell’arte contemporanea. The Blank, un nome che da più di quindici anni fa da ponte tra artisti, istituzioni e pubblico, si prepara a cambiare volto. Fondata nel 2010, l’associazione guidata da Stefano Raimondi ha allargato i propri orizzonti ben oltre la semplice organizzazione di mostre. Ora, con una nuova sede all’orizzonte e un progetto internazionale in cantiere per il 2026, The Blank si lancia in una sfida ambiziosa. L’addio allo storico spazio di via Quarenghi non è solo un cambio di indirizzo, ma l’inizio di una nuova era.
Quindici anni di crescita: The Blank a Bergamo dal 2010 a oggi
The Blank nasce nel 2010 con l’obiettivo di mettere in rete istituzioni culturali, artisti, spazi indipendenti, collezionisti e pubblico. Fin dall’inizio, ha saputo distinguersi per l’attenzione rivolta alla creatività contemporanea con un approccio aperto e inclusivo. Sotto la guida di Stefano Raimondi, è diventata un punto di riferimento solido e dinamico, promuovendo mostre, residenze d’artista, programmi educativi e iniziative per rendere la cultura accessibile a tutti.
Tra gli appuntamenti più noti ci sono ArtDate, festival che mette in dialogo progetti artistici e pubblico, e The Blank Residency, residenza d’artista che dal 2011 ha ospitato oltre settanta artisti internazionali proprio a Bergamo. Parallelamente, il programma Educational ha avvicinato le scuole superiori a percorsi di formazione culturale, mentre LISten Project si è distinto per l’attenzione rivolta alle persone sorde, garantendo un accesso più inclusivo ai musei.
Questa crescita trova ora nella nuova sede di via Sant’Elisabetta un’occasione per consolidare e ampliare attività ormai ben radicate, in uno spazio che potrà ospitare eventi e mostre più numerosi e diversificati.
Addio via Quarenghi, benvenuta via Sant’Elisabetta: Bergamo cambia scenario
Nel 2026 si chiude un capitolo importante con il trasloco dalla storica sede di via Quarenghi 50, che dal 2011 ha ospitato il cuore delle residenze d’artista cittadine. Quel luogo, divenuto una vera e propria casa per l’arte contemporanea, ha visto lavorare più di settanta artisti provenienti da tutto il mondo. Ora The Blank sposta i suoi laboratori e progetti in via Sant’Elisabetta, una zona con grande potenziale culturale e urbano.
A salutare via Quarenghi sarà il Moving Party, in programma il 20 giugno 2026. Un evento aperto a collaboratori, artisti e sostenitori che hanno accompagnato The Blank in questo percorso, per celebrare il passato e aprire simbolicamente la porta a un futuro più vivo e partecipato nella nuova sede.
Il trasferimento non è solo un cambio di indirizzo, ma una scelta strategica per offrire spazi più ampi e funzionali, capaci di ospitare produzioni più ambiziose e una maggiore varietà di eventi, non solo per Bergamo ma in sinergia con realtà culturali internazionali.
Verso una piattaforma internazionale: il progetto Made In con Fondazione Cariplo
Il passo più significativo per The Blank nel 2026 è il progetto Made In, sostenuto da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando “Valore della Cultura”. Questa iniziativa trasforma l’associazione da semplice curatrice a piattaforma internazionale per la produzione artistica. In pratica, si tratta di uno strumento digitale che mette in rete musei, gallerie, istituzioni e operatori culturali italiani e stranieri, per favorire progettazione, produzione e circolazione di opere e mostre.
L’obiettivo è coniugare sostenibilità economica e ambientale, ottimizzare le risorse e innovare negli strumenti artistici e comunicativi. Made In incentiva collaborazioni orizzontali e l’incontro tra linguaggi diversi, affrontando le nuove sfide dell’arte contemporanea globale. Il progetto punta a dare più visibilità e mobilità alle produzioni emergenti e consolidate, offrendo un modello organizzativo moderno e basato sul networking.
Così Bergamo si candida a diventare un nodo internazionale della cultura contemporanea, rafforzando il ruolo di The Blank oltre i confini nazionali.
Eventi di punta nel 2026: Alex Da Corte e il ritorno di ArtDate
Tra gli appuntamenti più attesi spicca la mostra personale di Alex Da Corte, artista statunitense noto per le sue opere ironiche e visionarie. La mostra, curata da Stefano Raimondi, si terrà dal 12 novembre 2026 al Palazzo della Ragione di Bergamo e sarà il momento centrale della sedicesima edizione di ArtDate. Da Corte presenterà un’opera inedita realizzata appositamente per l’occasione, segnando un debutto importante per la città.
ArtDate, in programma dal 12 al 15 novembre, torna a essere il festival simbolo di The Blank. Il tema scelto per il 2026 è “magia”, intesa come chiave per interpretare le trasformazioni di oggi, dai cambiamenti tecnologici alle dinamiche sociali e culturali. Il festival proporrà installazioni, performance, incontri e conversazioni, offrendo uno sguardo ampio e variegato sull’arte come esperienza sensoriale e momento di riflessione critica.
Questa edizione conferma ArtDate come uno degli appuntamenti più vivi e partecipati nel calendario culturale bergamasco, capace di coinvolgere un pubblico in cerca di confronto e scoperta.
Autunno tra Bergamo e Saluzzo: memoria, conflitti e arte
L’autunno di The Blank si arricchisce anche di progetti con una forte carica sociale e storica. Tra questi, la partecipazione alla quarantottesima edizione del Premio Matteo Olivero, in collaborazione con la Fondazione Amleto Bertoni e il Comune di Saluzzo. Qui verrà inaugurata Infinite Fall , installazione permanente di Davide Sgambaro che esplora temi di precarietà e sospensione, oggi più che mai attuali nel dibattito culturale e politico.
Un altro evento di rilievo è Thesaurus. Archivi di memoria e di futuro, progetto multidisciplinare dedicato ai trent’anni dalla fine della guerra in Bosnia. In programma dal 15 novembre al 5 dicembre a Bergamo, propone mostre, proiezioni, workshop e conferenze pubbliche. Partendo dall’assedio di Sarajevo e dal genocidio di Srebrenica, il progetto stimola una riflessione sui conflitti contemporanei, sulla ricostruzione post-bellica e sull’importanza della memoria collettiva.
Curato da Simona Barzaghi e coordinato da The Blank, coinvolge anche le scuole del territorio, con l’intento di creare un dialogo aperto tra generazioni, facendo dell’arte uno strumento di testimonianza e comprensione della storia recente.
