Nel 1824, Torino apriva le porte al mondo al suo Museo Egizio, il primo museo dedicato esclusivamente all’antica civiltà del Nilo. Tutto iniziò grazie a Carlo Felice di Savoia, che mise le basi per un luogo destinato a diventare un faro per studiosi e appassionati. Duecento anni dopo, quel patrimonio è ancora capace di affascinare, raccontando storie di faraoni e misteri millenari attraverso collezioni uniche. Per celebrare questo compleanno speciale, la città ha scelto un modo originale: un docu-film, “Uomini e Dei. Le meraviglie del Museo Egizio”, che ha dato nuova vita a quei tesori con immagini evocative, narrazione intensa e una colonna sonora inedita. A impreziosire l’evento, la voce e la presenza di Jeremy Irons, ospite d’eccezione.
Il Museo Egizio di Torino: una storia di passione e ricerca
Il Museo Egizio nasce in un’epoca in cui l’Europa cominciava a guardare con crescente interesse all’antico Egitto. Carlo Felice di Savoia volle creare un luogo unico, dedicato allo studio e alla diffusione di questa civiltà millenaria. Oggi il museo si distingue per la vastità e l’importanza dei reperti, che coprono un arco temporale lunghissimo, dall’età dei faraoni fino alle più recenti scoperte archeologiche. Qui si possono ammirare manufatti antichi, mummie, papiri e oggetti sacri, in un allestimento che unisce rigore scientifico e narrazione storica.
Il museo ha fissato uno standard alto nelle ricerche e nelle campagne di scavo, guidando indagini in siti cruciali dell’Egitto antico. Spesso le sue collezioni hanno anticipato o accompagnato scoperte importanti, confermando Torino come un centro nevralgico per gli studi egittologici nel mondo. Questo valore si riflette anche nelle iniziative culturali collegate, tra pubblicazioni specialistiche e eventi aperti a tutti, che rendono l’archeologia più accessibile e coinvolgente.
“Uomini e Dei”: il docu-film che racconta il museo con la voce di Jeremy Irons
Per il bicentenario, il Museo Egizio è finito sotto i riflettori del cinema e della tv. “Uomini e Dei. Le meraviglie del Museo Egizio” ha debuttato al Torino Film Festival ed è andato in onda su Sky Arte l’1 agosto. A guidare gli spettatori è Jeremy Irons, premio Oscar, la cui voce dà profondità e fascino alle collezioni e ai record di questo luogo.
Il film è firmato da Michele Mally, che ha ideato il progetto insieme a Matteo Moneta, autore della sceneggiatura. A garantire rigore e autorevolezza ci sono stati esperti come Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie, e Christian Greco, direttore del Museo. Il risultato è un racconto che unisce serietà scientifica e qualità narrativa, per un’esperienza coinvolgente e affidabile.
Dentro il docu-film: un viaggio tra scavi, miti e tesori
Il documentario dura 86 minuti e si sviluppa su tre filoni che si intrecciano per offrire uno sguardo completo sul Museo Egizio e sulla cultura degli antichi egizi. Il primo segue le spedizioni archeologiche e le campagne di scavo promosse o sostenute dal museo, con immagini e reportage dai luoghi egiziani dove sono stati trovati i reperti più importanti.
Il secondo filone è più intimo e suggestivo: accompagna l’architetto Kha nel suo viaggio nell’oltretomba, svelando i rituali di mummificazione, le cerimonie funerarie e il giudizio di Osiride, figura chiave della mitologia egizia. Qui emerge tutta la complessità della visione egizia della morte e dell’aldilà.
Il terzo filone esplora le sale del museo torinese, dove si racconta l’evoluzione della cultura funeraria egizia attraverso oggetti, statue e sarcofagi. Un racconto attento ai dettagli spesso trascurati ma fondamentali per capire la società dell’antico Egitto.
A chiudere il film, la colonna sonora originale di Remo Anzovino, eseguita dall’Orchestra Sinfonica Accademia Naonis diretta da Valter Sivilotti, che dona a ogni scena un’intensità emotiva capace di coinvolgere lo spettatore.
“Uomini e Dei” riporta il pubblico alle radici di una delle civiltà più affascinanti della storia, nel luogo dove le tracce materiali vengono conservate e raccontate con passione e rigore, a duecento anni dalla nascita di un museo che resta un punto di riferimento mondiale per l’egittologia.
