«Non posso fermare i miei pensieri», ha detto una volta Yayoi Kusama, parlando della sua arte che sembra non conoscere confini. Amsterdam si prepara ad accogliere una mostra che attraversa più di settant’anni di creatività senza sosta. Dal 1929, anno della sua nascita a Matsumoto, Kusama ha trasformato il mondo dell’arte contemporanea con un linguaggio visivo unico: pois ovunque, spazi infiniti e installazioni che catturano e coinvolgono chiunque vi si immerga. Lo Stedelijk Museum, dal prossimo 11 settembre fino a gennaio 2027, riunisce in un’unica grande retrospettiva capolavori noti e lavori più nascosti, un viaggio dall’infanzia artistica in Giappone fino alle sperimentazioni più recenti, tra Tokyo e le capitali creative del mondo. Un’esperienza che promette di riscrivere il modo in cui guardiamo l’arte oggi.
Il viaggio artistico di Kusama: dal Giappone a New York e ritorno
La mostra allo Stedelijk Museum ripercorre tutta la carriera di Kusama attraverso pitture, sculture, installazioni, disegni, performance, moda e letteratura. Tutto parte nei primi anni ’50 in Giappone, in un ambiente culturale ancora molto tradizionale, dove Kusama affina il suo linguaggio artistico. Nel 1958 si trasferisce a New York, allora capitale dell’arte in fermento, e si immerge nei movimenti d’avanguardia, sperimentando senza limiti. La sua creatività segna profondamente la scena artistica americana e poi quella globale. L’allestimento segue questo percorso, portando il visitatore dalle prime opere giapponesi alle grandi installazioni create negli ultimi anni a Tokyo. Tra le opere in mostra ci sono dipinti storici, sculture e pezzi iconici come “Pumpkin” del 1991 e “Atomic Bomb” del 1954, oltre a lavori realizzati appositamente per le sale del museo. Non mancheranno opere mai esposte prima in Europa: un’opportunità unica per capire fino in fondo l’impatto di Kusama.
Kusama, icona globale che parla a generazioni diverse
“Yayoi Kusama ci fa vedere il mondo con occhi diversi,” ha commentato Rein Wolfs, direttore dello Stedelijk Museum. Il fascino di Kusama conquista pubblici di ogni età e provenienza. Le sue opere entrano dentro lo spettatore, coinvolgendolo con esperienze visive e sensoriali che mettono in discussione ogni certezza. I suoi motivi ripetitivi, come pois e reticoli, esplorano temi come l’infinito, la memoria e la percezione, creando quasi uno stato di ipnosi estetica. La mostra di Amsterdam sarà un vero spettacolo per gli occhi e per l’anima, un tributo al suo enorme patrimonio artistico che permette di entrare in contatto diretto con la sua visione. Kusama non si limita all’arte: la sua influenza spazia anche nella moda, nella letteratura e nelle performance, parlando a una cultura globale in continuo scambio.
L’ultima tappa di un grande viaggio europeo tra Basilea, Colonia e Amsterdam
La mostra allo Stedelijk Museum chiude un lungo tour europeo che ha toccato la Fondation Beyeler di Basilea e il Museum Ludwig di Colonia. A Basilea la retrospettiva è stata aperta dal 12 ottobre 2025 al 25 gennaio 2026, poi è passata a Colonia dal 14 marzo al 2 agosto 2026, prima di approdare ad Amsterdam nell’autunno dello stesso anno. Questi tre grandi musei hanno lavorato insieme per offrire una visione completa e approfondita dell’opera di Kusama, valorizzando sia i capolavori storici sia le nuove creazioni. Dietro il progetto c’è un intenso lavoro di collaborazione tra curatori e istituzioni internazionali, con l’obiettivo di mettere in luce la profondità di un’artista che ha attraversato epoche e culture senza mai perdere la sua identità unica. Ogni tappa del percorso rafforza il senso di continuità e rinnovamento nella sua arte, facendo di questa mostra una delle più importanti dedicate a un’artista vivente nel panorama contemporaneo mondiale.
