A Brumadinho, nel cuore di Minas Gerais, un nuovo capitolo dell’arte contemporanea prende forma tra foreste e fiumi. Dopo il successo clamoroso di Inhotim, il museo-giardino che dal 2006 ha incantato visitatori da tutto il mondo, Bernardo Paz non si ferma. Sta nascendo il Museu Bernardo Paz, un progetto ambizioso che copre 126 ettari e vuole intrecciare arte, natura e comunità in un equilibrio mai visto prima. I lavori sono già in corso, con l’obiettivo di aprire le porte nel settembre 2027. Qui, padiglioni, installazioni e sculture nasceranno all’aperto, pensati per fondersi con il paesaggio e raccontare una storia nuova.
Un museo che vive con il territorio
Il Museu Bernardo Paz non sarà un semplice contenitore di opere, ma un organismo vivo che intreccia arte e paesaggio. Dopo l’esperimento di Inhotim, che ha cambiato il modo di intendere il museo fondendo arte e botanica, questo progetto rilancia su scala più ampia l’idea di un museo inserito nel contesto naturale.
L’obiettivo è chiaro: un museo indipendente, autogovernato e capace di costruire la propria strada, dalla programmazione artistica alla gestione. E non solo: il museo vuole essere un motore per Brumadinho, sostenendo la comunità locale con iniziative di educazione, lavoro e turismo, andando oltre la semplice esposizione artistica per diventare uno strumento di cambiamento sociale.
Una squadra che punta in alto
Alla guida del progetto c’è Paulo Miyada, direttore artistico con esperienza in diversi importanti progetti culturali brasiliani. Con lui, un team che unisce membri della famiglia Paz a esperti del settore, come Sofia Paz, Paulo Soares, Fernanda Arruda e Arthur Castro, pronti a garantire una gestione solida e competente.
Il museo potrà contare anche sulla consulenza curatoriale di Allan Schwartzman, co-fondatore di Inhotim, che assicura un legame diretto con l’esperienza originaria. Nonostante l’autonomia, i due musei collaboreranno su progetti rivolti alla comunità locale, confermando una sinergia fatta di rispetto e obiettivi condivisi.
Più di venti padiglioni, migliaia di opere e artisti di rilievo
Il nuovo museo ospiterà oltre venti spazi espositivi con circa 3.000 opere provenienti dalla vasta collezione privata di Bernardo Paz. Artisti brasiliani, sudamericani e internazionali dialogheranno fra loro, mettendo a confronto generazioni e linguaggi diversi.
Tra i protagonisti già confermati ci sono Michael Heizer, uno dei padri della Land Art, e nomi come Anna Maria Maiolino, Sonia Gomes, Pedro Moraleida, Sandra Gamarra, Laura Belém. Spazio anche a installazioni di Frida Orupabo, Mario Garcia Torres, Torkwase Dyson e Giuseppe Penone. Per Heizer, in particolare, sarà realizzato un padiglione permanente con due opere del 1993, la prima installazione stabile dell’artista in America Latina.
Questo intreccio di sguardi e sensibilità vuole ripensare il ruolo stesso del museo oggi, aprendolo a una molteplicità di voci.
Natura protagonista, non semplice sfondo
La cura per il paesaggio è al centro del progetto. Il sito, tra colline e valli, accoglierà più di 15.000 alberi e un milione di arbusti, cactus e fiori, con particolare attenzione agli alberi da frutto. Questa vegetazione non sarà solo una cornice: farà parte integrante dell’esperienza artistica e del percorso di visita.
Accanto agli spazi espositivi, nasceranno una biblioteca e studi d’arte dedicati alla comunità di Brumadinho. È in programma anche un padiglione per musica e danza, ampliando così l’offerta culturale legata al territorio. Un museo che si vive a 360 gradi, immersi in un ambiente ricco di stimoli.
La sfida di Paulo Miyada: immaginare un museo per il futuro
Paulo Miyada vede il Museu Bernardo Paz come uno spazio capace di accendere l’immaginazione in un momento complesso, segnato da sfide culturali, sociali, ambientali e politiche. La sua sfida è trasformare il concetto tradizionale di museo e di paesaggio in un luogo di creazione e ispirazione.
L’idea è di intrecciare arte, natura e comunità per offrire nuovi modi di riflettere e partecipare. Il museo vuole diventare un laboratorio, un punto d’incontro dove non si propone solo cultura di qualità, ma si avviano processi reali di cambiamento sociale e ambientale.
Il cantiere del Museu Bernardo Paz non è solo un progetto architettonico. È la scrittura di un nuovo capitolo nel dialogo tra arte, natura e persone. A Brumadinho si sta costruendo qualcosa che andrà ben oltre il 2027, per il Brasile e per tutta l’America Latina.
