Cinquanta chilometri a ovest della costa della Comunità Valenciana, tra le pieghe delle montagne, si apre un canyon che sembra un’altra dimensione. Il fiume Turia ha scavato per millenni una gola stretta, con pareti di roccia calcarea che si ergono verticali, quasi a sfidare il cielo. Qui, tra angoli di bosco nascosti e ponti sospesi che lasciano senza fiato, si snoda la Ruta de los Pantaneros. Non è una semplice passeggiata: un tempo, questo sentiero era la via quotidiana degli operai e dei trasportatori di legname. Oggi, chi lo percorre si immerge in un paesaggio selvaggio, dove natura e storia si intrecciano senza sosta.
Il canyon del Turia: quando l’acqua scolpisce la roccia per millenni
Il canyon del Turia è il risultato di un lavoro paziente e potente: il fiume Turia che, nel corso dei secoli, ha seguito le crepe più fragili della roccia calcarea, scavando gole strette e profonde. Il paesaggio porta i segni di questa forza costante: pareti verticali che superano spesso gli 80 metri, anse spettacolari e speroni rocciosi che sembrano usciti da un film.
Nel tratto chiamato Los Calderones, la natura si mostra in tutta la sua forza. Qui la gola si stringe quasi fino a stringere il fiume in una morsa, con spazi larghi appena 10 metri in certi punti. La Hoz è la parte più suggestiva e aspra del canyon: la profondità arriva fino a 160 metri, con pareti a picco che raccontano la potenza erosiva del Turia.
Questa zona porta anche il segno dell’uomo. Prima di diventare un bacino artificiale, il fiume serviva per trasportare tronchi dalle montagne di Moya e Castiglia fino a Valencia. I madereros, gli addetti a questo lavoro, affrontavano con coraggio le strettoie e i punti più pericolosi come La Hoz, dove un salto d’acqua poteva bloccare le intere masse di legname. Per liberare i tronchi incastrati, qualcuno si calava nelle gole, sfidando rischi evidenti. A ricordare quei tempi è l’Ermita de San José de los Gancheros, una piccola costruzione del XVII secolo che testimonia questa storia.
La Ruta de los Pantaneros: da sentiero operaio a paradiso per gli amanti della natura
La Ruta de los Pantaneros si snoda per poco più di cinque chilometri nel Paraje Natural Municipal Los Calderones, un’area protetta con gole strette gestita con cura. Questo sentiero nasce come via di collegamento per gli operai che, negli anni ’50, si recavano ogni giorno al cantiere del bacino artificiale di Loriguilla, un’opera chiave per la gestione dell’acqua in zona.
Oggi è una camminata di difficoltà media, che richiede circa tre ore. Si parte dal centro di Chulilla, un piccolo borgo nella comarca di Los Serranos, e si lascia alle spalle la zona urbana per entrare nel cuore del canyon. Lungo il percorso si alternano macchia mediterranea e vegetazione ripariale, con il fiume che scorre in basso e le pareti rocciose che si ergono ai lati. Chulilla è anche diventata una meta europea per l’arrampicata sportiva, grazie alle sue pareti di roccia calcarea, ideali per gli appassionati.
Il momento clou arriva con i ponti sospesi, strutture in legno e metallo ricostruite nel 2013 dopo che quelle originali erano state distrutte dalla piena del Turia nel 1957, un evento che segnò profondamente la zona di Valencia. Il primo ponte è lungo circa 20 metri e si trova a 15 metri d’altezza, regalando un’emozione unica con la vista sul vuoto sottostante. Il secondo, più lungo , è a cinque metri dal fiume e permette di osservare da vicino il corso d’acqua e la vegetazione che cresce nel fondo della valle.
Come arrivare e prepararsi per la Ruta de los Pantaneros
Chulilla si trova a circa 60 chilometri da Valencia, nell’entroterra montuoso della Comunità Valenciana. Chi arriva in auto da Valencia impiega meno di un’ora, percorrendo l’autostrada A-3 e poi le strade interne. Il borgo è il punto di partenza obbligato per affrontare la Ruta de los Pantaneros.
Prima di mettersi in cammino, è bene informarsi sulle condizioni del sentiero presso l’ufficio turistico locale, soprattutto dopo piogge o condizioni meteo avverse che possono rendere il percorso più impegnativo. Scarpe da trekking robuste, acqua a sufficienza e abbigliamento comodo sono d’obbligo per una camminata di media difficoltà.
I primi metri del sentiero sono piuttosto esposti e vanno affrontati con attenzione, soprattutto se si cammina con i bambini. Anche l’attraversamento dei ponti sospesi richiede di rispettare il numero massimo di persone contemporaneamente sul ponte, per garantire la sicurezza di tutti.
Dal borgo, il canyon appare come una fenditura enorme che si apre tra le montagne. Ma una volta dentro, la gola si trasforma in un dedalo di pareti strette e imponenti, dove il cammino, i ponti e le acque scorrono in una bellezza che sembra non finire mai. La vecchia via dei Pantaneros non è solo una passeggiata: è un viaggio nella storia del lavoro e in una natura ancora intatta, da vivere con attenzione e rispetto.
