L’arte contemporanea prende forma a Torino, che dal 30 ottobre all’1 novembre 2026 si trasforma in un crocevia internazionale grazie ad Artissima. L’Oval, solitamente silenzioso, si animerà di colori, forme e idee. Ben 183 gallerie, provenienti da 35 paesi e quattro continenti, si preparano a invadere gli spazi con opere capaci di raccontare il presente e immaginare il futuro. Non sono solo numeri: dietro ci sono 66 progetti monografici e una miriade di realtà emergenti, pronte a scuotere gli standard con la loro energia fresca. Il tema scelto, “Fancy: A Flexible, Acrobatic Body”, promette di aggiungere un tocco di vitalità, quasi una sfida, a questa edizione ormai attesa da tempo.
Fancy, il cuore filosofico di Artissima
Il titolo di quest’anno non è solo un’etichetta: Fancy: A Flexible, Acrobatic Body invita a un viaggio che va oltre la semplice esposizione d’arte. Il tema si ispira al pensiero della filosofa Martha C. Nussbaum e si concentra sul potere dell’immaginazione, vista come una capacità di andare oltre ciò che si vede, di cambiare punto di vista e mettersi nei panni dell’altro. L’immagine del corpo acrobatico simboleggia la flessibilità e la dinamicità, la capacità di assumere forme diverse a seconda delle ricerche e delle espressioni degli artisti. È uno spirito in movimento che attraversa tutta la fiera, mettendo ancora una volta l’artista al centro. Luigi Fassi, direttore di Artissima, ribadisce con entusiasmo questo approccio. Nonostante sia aperto il bando per la nuova direzione, in molti sperano in un suo rinnovo, segno di un lavoro apprezzato e consolidato.
Cresce il sostegno economico per la scena artistica
Dietro le idee, però, ci sono anche i numeri concreti. Artissima 2026 si presenta con un budget per nuove acquisizioni cresciuto del 50% rispetto al 2022, grazie al sostegno della Fondazione CRT. Un segnale chiaro: c’è sempre più attenzione per arricchire le collezioni contemporanee. A questo si aggiunge l’intervento della Direzione Generale Creatività Contemporanea, che partecipa con un progetto dedicato all’ampliamento della collezione della Galleria Nazionale di Roma. Il coinvolgimento delle istituzioni nazionali sottolinea l’importanza della fiera. Da non sottovalutare nemmeno la rete istituzionale che si è creata tra musei e gallerie europee, favorita proprio da Artissima. La presenza di rappresentanti del Land della Renania Settentrionale-Vestfalia, terra che ospita Art Cologne – la più antica fiera d’arte contemporanea al mondo –, rafforza il confronto internazionale. Artissima diventa così un crocevia per scambiarsi idee e buone pratiche.
Le sezioni di Artissima 2026: un caleidoscopio di sperimentazioni
Quest’anno la manifestazione si presenta con una struttura articolata e diversificata, capace di abbracciare molteplici linguaggi e tendenze dell’arte contemporanea. Oltre alla Main Section, ci sono le consolidate New Entries, Monologue/Dialogue e Art Editions. Tornano anche Back to the Future e Disegni, che dedicano spazio a linguaggi più specifici e storicizzati. Il livello degli artisti è alto e si respira uno spirito di sperimentazione che pochi altri eventi riescono a mostrare, soprattutto in un momento in cui il mercato sembra più cauto. Rispetto ad altre fiere internazionali di ottobre, Artissima si distingue per il suo carattere avanguardista e per la voglia di spingere artisti e galleristi a correre qualche rischio in più. Gli operatori, intervistati nelle prime ore, parlano di un mercato “bene, ma non benissimo”; il giudizio finale arriverà solo con la chiusura della manifestazione.
Torino si anima con eventi diffusi in città
Artissima non si ferma all’Oval. L’evento si espande in tutta Torino, con appuntamenti e installazioni in luoghi simbolo. Tra i progetti più attesi c’è NO FUTURE, curato da Alice Motard e ospitato nelle Gallerie d’Italia, che propone una riflessione critica sul presente. Un altro intervento importante è quello di Hedda Roman nell’ex Giardino Zoologico, uno spazio carico di significati. All’Hotel Principi di Piemonte, Franco Mazzucchelli presenta un’opera che intreccia passato e contemporaneità. Anche la Pinacoteca Agnelli accoglie un progetto di Iris Touliatou, mentre la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ospita l’installazione di Louis Morlæ. Questi appuntamenti diffusi creano un’atmosfera vibrante in tutta la città, confermando Torino come una meta irrinunciabile per chi vuole immergersi nell’arte contemporanea internazionale nell’autunno del 2026.
