# Marche, un’esperienza da vivere: turismo, crescita e sfide future
«Le Marche non sono soltanto un luogo da visitare, ma un’esperienza da vivere». Parola di Marina Santucci, direttrice di ATIM, che al TTG Travel Experience 2026 di Rimini ha raccontato una regione pronta a mostrarsi con tutte le sue sfaccettature. Dal mare cristallino dell’Adriatico alle vette dell’Appennino, dai borghi medievali perfettamente conservati alle città d’arte colme di storia, ogni angolo racconta una storia diversa. E poi c’è il cibo: un patrimonio enogastronomico capace di conquistare occhi e palati, il cuore pulsante di un territorio che invita a immergersi, non a guardare da lontano. L’obiettivo è chiaro: trasformare il visitatore in cittadino temporaneo, protagonista attivo della vita locale, anche solo per qualche giorno. Dietro questa visione c’è una strategia decisa, che punta su una promozione dinamica e su un respiro internazionale, con eventi culturali capaci di attirare l’attenzione da ogni parte del mondo.
Marche al TTG: vetrina di operatori e innovazione turistica
Al TTG Travel Experience 2026 di Rimini, le Marche hanno puntato a mettere in mostra i propri operatori, favorendo incontri B2B con buyer da tutto il mondo. Marina Santucci ha spiegato che i 48 rappresentanti marchigiani presenti avevano l’obiettivo di spingere la commercializzazione delle offerte, più che una semplice promozione istituzionale. Lo stand regionale ha ospitato anche una sezione dedicata a raccontare più a fondo il turismo marchigiano, attirando interesse e possibili collaborazioni future.
Questa scelta pratica mira a consolidare l’immagine delle Marche come meta appetibile per gli operatori internazionali. Dietro le quinte del TTG si svolgono incontri fitti e accordi concreti, pensati per aprire nuove rotte e ampliare le proposte di viaggio per i turisti di tutto il mondo. L’evento è stata un’occasione per far conoscere meglio una regione naturalmente variegata e ricca di offerte turistiche diverse.
In un mercato globale in continua trasformazione, la capacità delle Marche di mettere in rete operatori locali e buyer stranieri diventa decisiva per rafforzare la propria posizione. La presenza a Rimini si traduce in nuove chance di collaborazione, visibilità e interesse verso tutte le sfaccettature del turismo regionale.
Turismo nelle Marche: mare, montagna, cultura e sapori per tutti i gusti
Le Marche si distinguono per un paesaggio e una cultura che le rendono un territorio unico in Italia. La direttrice di ATIM le ha definite “la regione d’Italia al plurale”. Questa ricchezza si traduce in un’offerta turistica varia e flessibile, capace di soddisfare viaggiatori con gusti diversi. La costa adriatica, con le sue spiagge e località balneari, punta su un turismo estivo di qualità, mentre l’Appennino, con le sue montagne e borghi antichi, attira chi cerca natura, trekking e sport invernali.
Accanto alla natura, la cultura è un altro punto di forza. Urbino, città d’arte di rilievo mondiale, è patrimonio UNESCO, così come i teatri condominiali all’italiana, riconosciuti solo di recente e in pochi luoghi. I borghi medievali raccontano storie antiche, mentre eventi e tradizioni mantengono viva una cultura autentica.
La proposta enogastronomica completa il quadro: prodotti locali, vini celebri e piatti tipici regalano un’immersione nei sapori e nei ritmi della regione. Questa varietà permette di costruire viaggi su misura, tra relax, avventura, cultura e gusto, facendo delle Marche una meta per tutti, in ogni stagione.
Qui il turismo non è solo visita, ma un invito a vivere la realtà locale come un abitante, grazie a esperienze autentiche e radicate, lontane dal turismo di massa. Un modello che unisce accoglienza in ambienti naturali intatti e partecipazione a eventi culturali e gastronomici che riflettono le peculiarità del territorio.
Crescita e numeri: le Marche si fanno spazio nel turismo italiano e internazionale
Il 2026 porta dati incoraggianti per il turismo marchigiano. Secondo le prime rilevazioni del Ministero del Turismo, la regione si piazza al secondo posto, dopo la Calabria, per aumento delle presenze turistiche nel mese di luglio. Un segnale chiaro di un interesse crescente verso questa terra.
I dati ufficiali arriveranno con l’ISTAT nel 2027, ma la tendenza è evidente. Il turismo straniero cresce costantemente, un settore su cui la Regione investe con decisione per ampliare il proprio richiamo oltre confine. Santucci ha rimarcato che le potenzialità di crescita restano ampie, e che si punta su strategie mirate per migliorare ulteriormente i risultati.
Competere con altre destinazioni italiane ed europee significa anche mettere a fuoco i propri punti di forza in modo netto, rivolgendosi a chi cerca autenticità e esperienze profonde. La spinta verso un turismo sostenibile, esperienziale e culturale rappresenta un terreno fertile per questo sviluppo, capace di attirare visitatori con aspettative sempre più complesse.
Promozione, innovazione e collaborazioni internazionali rimangono dunque le colonne su cui costruire il futuro delle Marche, unendo tradizione e esigenze del turista globale.
Autenticità e coinvolgimento: il valore che fa la differenza
La direttrice di ATIM ha insistito su un concetto chiave per le Marche: l’autenticità. È il filo rosso che attraversa tutta l’offerta turistica regionale. Qui non si viene solo a visitare, ma a vivere davvero, partecipando alla vita culturale e sociale del luogo.
Il turista diventa “cittadino temporaneo”, entrando nelle comunità locali e sperimentando uno stile di vita che riflette tradizioni e abitudini genuine. Non un turismo fatto su misura solo per gli ospiti, ma un’esperienza immersiva che mette in luce l’unicità del territorio.
Si parla di visite a botteghe artigiane, sagre, piccoli eventi locali e angoli ancora lontani dal turismo di massa, che conservano intatto il loro carattere. Un modo di viaggiare che risponde a una domanda crescente di esperienze consapevoli e profonde, lontane dagli itinerari standard.
La Regione riconosce in questa autenticità un vantaggio competitivo. Arte, natura, tradizioni e incontri umani si fondono per offrire al visitatore qualcosa di unico, diverso da quello che propongono altre mete più uniformate.
Sguardo al futuro: 2027 e la marcia verso la Capitale Italiana della Cultura
Il 2027 si apre con sfide e opportunità importanti per le Marche, che si preparano all’anno in cui Ancona sarà Capitale Italiana della Cultura nel 2028. Questa nomina promette di dare nuovo impulso al territorio, con un’offerta culturale più strutturata e un richiamo internazionale più forte.
L’agenzia Turismo e Innovazione, seguendo le indicazioni della giunta, si prepara a sostenere eventi di rilievo nei prossimi mesi, in vista di questo appuntamento. L’obiettivo è consolidare il ruolo delle Marche come destinazione culturale di rilievo.
Nessun anniversario particolare per il 2027, ma la concentrazione sarà su iniziative che valorizzino il patrimonio artistico e culturale, rafforzando allo stesso tempo l’esperienza autentica che contraddistingue la regione. Si punta a un percorso di crescita che coinvolga tutto il territorio e le sue eccellenze.
In questa fase, l’attenzione verso operatori, innovazione e promozione internazionale resta alta. La programmazione dovrà bilanciare tradizione e modernità, offrendo un prodotto turistico dinamico e capace di rispondere alle esigenze di viaggiatori sempre più attenti e esigenti.
Così le Marche continuano il loro cammino tra natura, cultura e autenticità, con un’energia nuova che promette di costruire un futuro solido e competitivo per il turismo regionale.
