Il 15 ottobre 2026 Netflix ha lanciato la quarta stagione di The Diplomat, scatenando un’ondata di entusiasmo tra i fan. Questa volta, la serie cambia aria: abbandona gli scenari consueti per spostarsi in Europa, con l’Italia che si ritaglia un ruolo da protagonista. Non è solo una questione di paesaggi mozzafiato o di piazze storiche; dietro le quinte, la trama si muove con decisione, ripartendo da quel colpo di scena che ha lasciato tutti con il fiato sospeso. Deborah Cahn, la showrunner, ha anticipato che le sorprese non mancheranno. Ecco che cosa cambia davvero.
La terza stagione si era chiusa con un evento politico di grande impatto: la morte del presidente degli Stati Uniti e l’ascesa alla Casa Bianca della vicepresidente Grace Penn, interpretata da Allison Janney, ruolo che le ha portato un Emmy. In questo scenario, Kate Wyler , protagonista della serie, si avvicinava sempre di più a un ruolo chiave nella politica americana: la vicepresidenza. Questo cambiamento aveva messo in crisi il suo rapporto con il marito Hal Wyler , tra tensioni, incomprensioni e ambizioni contrastanti.
La nuova stagione riparte proprio da qui. Netflix la descrive come segnata da «un evento catastrofico che infrange la fragile pace mediata da Kate Wyler tra Stati Uniti e Regno Unito». Il conflitto non mette a rischio solo gli equilibri geopolitici, ma anche i rapporti personali, minacciando di compromettere non uno, ma due matrimoni. Politica e vita privata si intrecciano così ancora una volta, confermando il fascino del political drama che sa unire grande storia e drammi intimi.
Una delle novità più evidenti di questa stagione è la scelta di location italiane. Fino a ora, la serie si era svolta soprattutto tra Londra e New York, ma questa volta alcune scene sono state girate in Toscana, una scelta interessante. La regione è stata scelta come sfondo per un vertice informale del G7, grazie al suo mix di bellezze naturali e monumenti storici, che si prestano perfettamente a ospitare dialoghi di alto livello.
Le riprese si sono concentrate nel centro storico di Lucca tra maggio e giugno 2026. In quel periodo, le strade si sono animate con troupe e set che hanno trasformato piazza Napoleone, Porta San Pietro, piazza San Frediano, piazza Anfiteatro, piazza Guidiccioni e via Sant’Andrea in teatri di intensa attività politica e diplomatica. Lucca, con il suo centro medievale ben conservato, ha offerto un’atmosfera autentica, impreziosita dalla presenza del maestoso Palazzo Ducale. Risalente al Trecento, il palazzo è uno dei simboli della città, unendo eleganza rinascimentale e modernità, oggi sede della prefettura e di spazi espositivi.
Appena fuori dalle mura di Lucca, nel comune di Capannori, un’altra location di grande valore ha ospitato cast e troupe: Villa Reale di Marlia. Questa dimora storica è uno degli esempi più raffinati di residenze aristocratiche italiane. Famosa per i suoi giardini barocchi che si estendono su sedici ettari, la villa vanta anche elementi architettonici unici come la Palazzina dell’Orologio, il Teatro dell’Acqua e quello di Verzura, che fondono lo stile rinascimentale con quello barocco, integrandosi perfettamente nel paesaggio.
Villa Reale, che in passato ha ospitato anche Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone, ha fornito uno sfondo suggestivo per diverse scene, sottolineando il contrasto tra il rigore della diplomazia e la bellezza senza tempo dell’arte italiana. La scelta di questa location dimostra quanto la produzione abbia voluto puntare su atmosfere ricche di storia e fascino per i momenti più delicati della serie.
Non solo Lucca e Capannori: la Toscana ha fatto da sfondo anche ad altre parti della produzione. La Film Commission regionale ha giocato un ruolo fondamentale, mettendo a disposizione spazi e strutture per agevolare le riprese. Firenze e Prato sono stati centri nevralgici per la preparazione, ospitando studi di registrazione e basi operative per la troupe.
Questi luoghi, meno visibili allo spettatore ma cruciali per il lavoro dietro le quinte, hanno rappresentato il fulcro logistico da cui la produzione ha coordinato molte attività creative e tecniche, contribuendo in modo decisivo alla qualità complessiva della stagione. L’equilibrio tra ambienti urbani scelti per le riprese esterne e spazi chiusi per le registrazioni ha fatto la differenza nella realizzazione della serie.
Con questa quarta stagione, The Diplomat si allarga sia geograficamente che narrativamente, mantenendo alta la tensione politica e personale in un contesto nuovo per la serie, ma carico di prestigio storico e culturale. L’appuntamento con Netflix si avvicina e promette di portare nuovi capitoli avvincenti sulla diplomazia americana e le sue complicazioni.
Sono 74 milioni le presenze che consolidano il Veneto come la regione leader del turismo…
«Aspettare un autobus per mezz’ora sotto la pioggia, mentre la banchina si riempie, è una…
A Lunz am See, un piccolo borgo nascosto tra le montagne della Bassa Austria, il…
Un blocco di pietra grezza si trasforma sotto le mani di Francesco De Matteis. Nel…
Nel 2027, Palazzo Grassi a Venezia cambierà volto. Dopo due decenni di esposizioni temporanee, François…
Le luci si accendono, il profumo di cannella e arancia invade l’aria. Merano e Castel…