Sono 74 milioni le presenze che consolidano il Veneto come la regione leader del turismo in Italia nel 2025. Un numero impressionante, certo, ma dietro queste cifre c’è una strategia ben più articolata. Lucas Pavanetto, vicepresidente e assessore al Turismo, lo ha spiegato a Rimini durante il TTG Travel Experience: “l’obiettivo è evitare il sovraffollamento, puntare a un turismo sostenibile e di qualità, capace di valorizzare non solo le località balneari, ma anche l’entroterra e il grande polo termale, il più vasto d’Europa.” I dati estivi lo confermano: a maggio 2025, le presenze sono aumentate del 10%, segnale di una stagione che cresce senza rinunciare a un’esperienza autentica e diversificata.
Il Veneto guida il turismo italiano con numeri da primato: 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi nel 2025. Ma più che puntare solo a far salire i contatori, la regione lavora per aumentare il valore economico che ogni turista porta con sé. L’obiettivo è chiaro: non solo più visitatori, ma anche più spesa e coinvolgimento sul territorio.
Da maggio 2025 i dati superano le aspettative con un +10% rispetto all’anno prima. Questo risultato arriva grazie a politiche che mirano a spezzare la stagionalità tipica del turismo italiano. Così anche le località più frequentate in estate cercano di allungare la stagione, stabilizzando l’occupazione e migliorando l’offerta durante tutto l’anno.
L’attenzione è rivolta più alla qualità della spesa turistica che al semplice numero di visitatori. Gli investimenti nel settore creano un circolo virtuoso che coinvolge dagli hotel ai negozi locali, passando per i prodotti tipici. Il turismo diventa così più consapevole, attento al territorio, alle tradizioni e all’ambiente.
Una delle novità più importanti presentate al TTG Travel Experience è la rete di 13 cammini certificati che si estendono per 5.400 chilometri, offrendo nuovi modi di scoprire il Veneto. L’idea è valorizzare non solo le classiche mete balneari o le città d’arte, ma anche l’entroterra, puntando su un turismo più lento, rispettoso e attento, capace di ridare vita a piccoli borghi spesso dimenticati.
I cammini sono diversi e raccontano storie e temi vari: c’è il percorso dedicato a Mario Rigoni Stern, che celebra la memoria e la cultura contemporanea; quello della Grande Guerra nelle zone vicentine, pensato per gli appassionati di storia; e il cammino enogastronomico tra le colline del Prosecco DOCG di Conegliano e Valdobbiadene, patrimonio UNESCO, fondamentale per promuovere il simbolo regionale.
Non si tratta più dei classici pellegrinaggi, ma di percorsi all’aria aperta per chi cerca natura, relax e una pausa rigenerante. I dati mostrano che questo tipo di turismo ha una forte presenza femminile, segno di una nuova domanda orientata all’esperienza personale e al benessere.
Oltre all’aspetto turistico, i cammini hanno anche un valore sociale. Il recupero di negozi e botteghe artigiane lungo i percorsi non solo offre servizi utili ai camminatori, ma aiuta anche a contrastare lo spopolamento e a mantenere vive le comunità locali.
Il Veneto ha messo in piedi un sistema di gestione turistica basato su 17 Destination Management Organization , un network di enti territoriali che coordinano l’offerta su aree metropolitane, coste e zone interne. Questo modello supera la frammentazione dei singoli comuni e punta a un turismo più organico e sostenibile.
La costa veneta, dalla Laguna fino a Bibione, conta quasi 40 milioni di presenze, con località come Cavallino, Jesolo e Caorle che attirano un gran numero di visitatori. Anche il Lago di Garda, le Dolomiti e le città d’arte come Venezia, Verona e Padova registrano flussi importanti. Offrire un pacchetto integrato significa dare al turista la possibilità di scegliere tra molte destinazioni, spostando così in modo più equilibrato i flussi e favorendo la sostenibilità.
Così si cerca di evitare l’overtourism concentrato in pochi punti, distribuendo le presenze anche in territori meno noti. Coinvolgere l’entroterra, fatto di piccoli comuni spesso trascurati, è una mossa chiave per alleggerire la pressione sulle mete più affollate e dare nuova linfa economica e culturale a queste zone.
Un capitolo importante per il Veneto è il rilancio del turismo termale, un settore con radici antiche e di grande rilievo in Europa. Il polo termale veneto è il più grande d’Europa e ha un’importanza storica e sanitaria notevole. La Regione lavora per rilanciare questa offerta puntando su benessere, bellezza e relax.
Non si tratta solo di confermare le terme come centri di cura, ma di trasformarle in destinazioni capaci di attrarre un pubblico vario, in cerca di wellness a tutto tondo. Questo significa includere trattamenti estetici, programmi di prevenzione e servizi di alta qualità, in grado di competere con le principali mete europee.
Il progetto si integra anche con le reti di cammini ed escursioni, unendo l’esperienza all’aria aperta con momenti di rigenerazione e cura personale. Così il turismo termale si rinnova, senza dimenticare le sue origini, e diventa un motore importante per lo sviluppo economico e sociale della regione.
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