Milano si prepara a far rivivere un simbolo della sua storia. Palazzo della Ragione, da tempo chiuso e dimenticato, tornerà ad aprire le sue porte su piazza Mercanti. L’estate del 2024 segnerà l’inizio di un restauro importante, che coinvolgerà anche la vicina Casa Panigarola. L’obiettivo è chiaro: trasformare questi spazi in un nuovo polo culturale, capace di coniugare passato e futuro, tradizione e innovazione. Un rilancio atteso da anni, che promette di restituire vitalità a uno degli angoli più suggestivi del centro.
Palazzo della Ragione, un simbolo di Milano tra Medioevo e presente
Non si tratta di un edificio qualunque. Palazzo della Ragione nasce nella prima metà del XIII secolo come centro della vita politica milanese. All’epoca era chiamato Broletto Nuovo e sorgeva su un’area verde, da cui prende il nome. Fu costruito su impulso del podestà Oldrado da Tresseno tra il 1228 e il 1233, diventando rapidamente il fulcro delle decisioni politiche, amministrative e giudiziarie della città.
Il grande salone interno, con le sue imponenti capriate lignee, ospitava il Consiglio dei 900 e il lavoro di giudici e funzionari sotto i porticati ampi e maestosi. Nel 1770, Maria Teresa d’Austria ne ordinò la sopraelevazione per adattarlo a sede dell’Archivio Notarile, funzione mantenuta fino al 1961. Dal 1939 è di proprietà pubblica, e negli anni Ottanta ha visto importanti restauri che ne hanno permesso l’uso come spazio espositivo.
Tra il 2003 e il 2016 il palazzo ha ospitato mostre di rilievo, poi è rimasto chiuso in attesa di un progetto capace di valorizzarlo come merita, confermando il suo ruolo centrale nella storia di Milano.
Un rilancio culturale per un polo all’avanguardia nel cuore della città
L’accordo tra Comune di Milano, Camera di Commercio e altri soggetti culturali ha portato nel 2023 a uno studio di fattibilità che ha messo a fuoco pregi e criticità del complesso. L’obiettivo è trasformare Palazzo della Ragione e Casa Panigarola in un centro espositivo moderno e accessibile. La gestione sarà affidata per trent’anni alla Camera di Commercio, con Palazzo Marino che manterrà un diritto d’uso per alcune settimane all’anno.
I lavori, affidati alla ditta Parcam dopo l’approvazione del progetto tecnico-economico nel 2026, riguarderanno sia gli interni che la piazza intorno. La riqualificazione coinvolgerà Piazza Mercanti, valorizzando il legame con il vicino Palazzo dei Giureconsulti e rafforzando l’identità del sito come polo culturale urbano integrato.
Al centro dell’intervento ci sarà la conservazione degli elementi storici e delle decorazioni di diverse epoche, con un occhio di riguardo per il patrimonio architettonico. Si lavorerà anche per eliminare le barriere architettoniche, creando percorsi accessibili e installando un ascensore panoramico in vetro, soluzione che coniuga funzionalità ed estetica. Casa Panigarola diventerà l’ingresso principale, offrendo ai visitatori un’esperienza che unisce passato e futuro.
Memoria e identità: il valore storico che resta intatto
Non verrà toccato il memoriale dedicato alla Resistenza, disegnato da Cini Boeri e collocato sotto il porticato di Palazzo della Ragione. Un luogo di grande valore civile e storico, che continuerà a essere curato dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, mantenendo vivo il legame con la Liberazione e la memoria collettiva.
Questo intervento è parte di un più ampio progetto di rigenerazione urbana promosso da Milano. L’assessore alla cultura ha ricordato come da tempo i cittadini attendessero un rilancio di quest’area del centro storico, ricca di storia e significato, che ora sta per tornare a vivere come luogo di cultura e socialità.
Non si tratta solo di un restauro, ma di un ritorno al cuore della città per Palazzo della Ragione, con uno sguardo rivolto al futuro, senza dimenticare le sue radici. Presto una delle piazze originarie di Milano e il suo complesso architettonico torneranno a essere un punto di riferimento per eventi, mostre e iniziative, celebrando la continuità di una struttura che ha segnato la storia della città medievale, moderna e contemporanea.
