Il 2 novembre 2026, Manhattan torna a brillare di scandali e segreti con la quarta stagione di The Gilded Age. Tra lampadari di cristallo e salotti dorati, le tensioni si fanno più dense, le passioni più ardenti. La New York della Belle Époque si svela in tutta la sua complessità, tra ricchezze ostentate e giochi di potere senza esclusione di colpi. Due ritorni a sorpresa e una relazione scandalosa scuotono l’equilibrio fragile dei protagonisti, già al limite del disastro. Creata dall’autore di Downton Abbey, la serie è un viaggio affascinante nelle contraddizioni di un’epoca, dove ambizioni e tradizioni si scontrano senza pietà.
Bertha Russell, il cuore delle tensioni familiari e sociali
Bertha Russell, interpretata da Carrie Coon, resta la figura centrale attorno a cui ruotano i giochi di potere e i conflitti di questa stagione. È ancora lei la “protagonista indiscussa”, ma questa volta deve fare i conti con le conseguenze delle scelte che hanno scosso la sua società. La famiglia è a un bivio: deve fronteggiare le tensioni nate dal cambiamento radicale voluto da Bertha e tutte le incertezze che ne derivano. I rapporti con il marito George, interpretato da Morgan Spector, sono tesi; il figlio Larry non nasconde la sua preoccupazione e cerca risposte. La storia si apre con una scena drammatica in Inghilterra, dove la Duchessa di Buckingham, Gladys Russell Vere , lotta contro un travaglio difficile e il medico è costretto a prendere una decisione estrema per salvare madre e figlio. La scelta del Duca di mettere al primo posto la salute della Duchessa lascia il segno e apre nuove sfide per la famiglia Russell. Nel mezzo di tutto questo, Bertha medita il suo ritorno a New York, pronta a lasciare ancora una traccia profonda nella nobiltà americana.
Matrimonio Van Rhijn: intrecci e alleanze sotto i riflettori
L’alta società di New York si mostra in tutto il suo splendore e la sua complessità durante il matrimonio di Oscar van Rhijn ed Enid Turner Winterton . La cerimonia si svolge nella casa di Agnes van Rhijn , che coglie l’occasione per rafforzare la sua posizione e provare a riprendersi l’influenza persa, soprattutto nei confronti della sorella vedova Ada Brook . La tensione tra le due sorelle aggiunge spessore al dramma, mentre le strategie per mantenere o aumentare lo status sociale diventano più agguerrite. Nel frattempo, la relazione tra Marian e Larry Russell vive alti e bassi: un tira e molla di sentimenti con momenti di riavvicinamento che lasciano sperare. Agnes, inoltre, si prepara a ospitare il presidente Grover Cleveland nella sua casa, un evento dal forte valore politico e sociale che sottolinea il legame tra il potere istituzionale e le élite dell’epoca. Quello che doveva essere un semplice matrimonio si trasforma così in un terreno di gioco per poteri e nuove consapevolezze.
Jack Trotter e la dura scuola dell’alta società
Jack Trotter , uomo sospeso tra innovazione e adattamento, incarna lo scontro tra il denaro nuovo e il riconoscimento formale dell’élite di New York. In questa stagione il suo percorso si arricchisce della consapevolezza che la sola ricchezza non basta per entrare nei circoli più esclusivi. Determinato a colmare questo divario, Jack cerca l’appoggio di vecchi amici per imparare le buone maniere e i codici sociali che regolano l’alta società. Questa parte della storia mette in luce la rigidità di un sistema che premia l’apparenza e soprattutto la tradizione, lasciando poco spazio a chi vorrebbe rinnovare le regole del gioco. Il confronto tra vecchio e nuovo mondo è palpabile soprattutto nelle relazioni di Jack, mentre il pubblico scopre un lato più umano di un personaggio spinto dal desiderio di adattarsi. La sua vicenda si intreccia con quella degli altri protagonisti, offrendo uno spaccato fedele della trasformazione in atto nella società americana a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Location d’epoca per una New York a fine Ottocento
Il fascino di The Gilded Age passa anche dalle location scelte per questa stagione, che rimangono fedeli al periodo storico e regalano ambientazioni realistiche e suggestive. Molte scene sono girate a New York City, ma non nel cuore moderno della città. Per ricostruire una Manhattan d’epoca, la produzione si è spostata soprattutto in altre città dello Stato di New York, dove l’architettura conserva intatto il sapore del XIX secolo. Albany, con i suoi edifici storici e i quartieri che ricordano quel tempo, ospita molte sequenze. In particolare, il quartiere di Center Square immerge lo spettatore in un contesto dove i palazzi in stile italiano e le case Queen Anne si mescolano perfettamente alla Belle Époque. Anche Schenectady fa da set principale, con le sue strade dall’atmosfera antica e la possibilità di aggiungere dettagli storici come carrozze e pavimentazioni in ciottoli artificiali. Troy completa il quadro: qui, edifici in brownstone e l’opportunità di chiudere interi isolati al traffico danno vita a scenografie autentiche, capaci di far rivivere una New York ottocentesca senza tracce moderne. Queste scelte rendono The Gilded Age non solo un racconto, ma un vero e proprio viaggio visivo nella storia americana, tra ricchezza, atmosfere e tradizioni di un’epoca sospesa tra passato glorioso e cambiamento imminente.
