Mariana D’Amico spegne il cellulare, lascia alle spalle la frenesia dei social e si ritira in un monastero benedettino nel cuore dell’Umbria. Non è la solita star da reality, ma una donna pronta a vivere il silenzio delle preghiere all’alba e la rigidità di una routine monastica. Dal 4 novembre 2026, su Real Time e Discovery+, “Un vip in convento” racconta questa trasformazione sorprendente. Qui, tra mura antiche e rituali secolari, Mariana scopre un mondo lontano dai riflettori, dove ogni momento è scandito dalla calma e dalla disciplina.
Nel cuore del monastero: dove cambia la vita di Mariana D’Amico
Le riprese si svolgono a Bastia Umbra, un piccolo centro in provincia di Perugia, non lontano da Assisi. Ma non aspettatevi il solito convento. Qui le monache vivono all’interno della Rocca Baglionesca, una fortezza medievale che conserva intatte mura merlate e torri che raccontano secoli di storia. Mariana viene accolta da Madre Noemi, Suor Myriam, Suor Eleonora e Suor Debora, volti già noti a chi segue programmi come “La cucina delle monache”. La loro vita segue la regola benedettina, fatta di preghiere, lavori manuali e turni nell’orto, un mondo lontano anni luce dalla frenesia di Milano, dove l’agente immobiliare è abituata a muoversi.
La scelta del monastero di Sant’Anna non è casuale: è un luogo dove storia e vita quotidiana si incontrano, un ponte tra passato e presente. Qui Mariana si mette alla prova, cercando di conciliare fede e abitudini nuove.
Come arrivare alla Rocca Baglionesca di Bastia Umbra
Raggiungere la Rocca Baglionesca è semplice, sia in auto che con i mezzi pubblici. Chi viaggia in macchina può prendere la strada statale SS75, uscire a Bastia Umbra e seguire le indicazioni per il centro. L’itinerario attraversa paesaggi umbri fatti di colline e tradizioni antiche, perfetti per un fine settimana diverso dal solito. Chi preferisce il treno arriva alla stazione di Bastia Umbra, nel centro del paese, e da lì il monastero è raggiungibile a piedi in pochi minuti.
Il territorio intorno regala scorci autentici dell’Italia meno battuta dal turismo di massa, amata da chi cerca pace e spiritualità. Il monastero, in posizione strategica, è un punto di riferimento per chi vuole scoprire il legame tra storia locale e fede, ospitando turisti e pellegrini.
Una notte in convento: il monastero apre le porte a chi cerca silenzio e raccoglimento
Il monastero non è solo set televisivo. Le Benedettine di Sant’Anna mettono a disposizione una foresteria con 25 posti letto, aperta a chi vuole vivere un’esperienza di silenzio e meditazione. Ci sono camere singole, doppie e multiple, adatte a pellegrini, famiglie o gruppi che cercano un ritiro spirituale o una pausa dalla vita frenetica. Gli ambienti offrono bagno privato, lenzuola, asciugamani e riscaldamento, un comfort essenziale ma rispettoso della sobrietà benedettina.
La struttura offre anche Wi-Fi, una biblioteca ben fornita e spazi comuni per leggere o meditare. Chi vuole può cucinare in autonomia grazie a una cucina attrezzata. La particolarità sta nel prezzo: non ci sono tariffe fisse, ma donazioni libere, in linea con lo spirito di accoglienza e condivisione della comunità. Un modo di vivere e ospitare che si basa sulla fiducia, lontano da logiche commerciali.
Rocca Baglionesca: da fortezza a rifugio di preghiera
La storia del monastero di Sant’Anna è fatta di trasformazioni. La Rocca Baglionesca risale al Quattrocento, costruita come struttura difensiva. La famiglia Baglioni dominava allora gran parte dell’Umbria, in un periodo segnato da tensioni tra città come Assisi e Perugia.
Alla fine del Cinquecento tutto cambia. Nel 1602 papa Clemente VIII affida la rocca al Comune di Bastia Umbra, destinandola a convento femminile dedicato a Sant’Anna. Le monache benedettine, provenienti da un monastero vicino, trovano così nuova casa nelle antiche mura. Da baluardo militare la fortezza diventa centro spirituale. Ancora oggi si può visitare la chiesa di Sant’Anna, cuore del luogo di culto, circondata dagli spazi destinati alla vita comunitaria monastica.
Così la Rocca Baglionesca racconta una lunga storia, fatta di pietre antiche e silenzi profondi, di fede e ospitalità. Un luogo unico nel panorama umbro e italiano.
L’esperienza di Mariana D’Amico in “Un vip in convento” è molto più di una sfida personale: è un invito a scoprire un patrimonio storico e spirituale poco conosciuto, un richiamo a riscoprire luoghi e tradizioni lontani dalla routine della città.
