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Corfù Trail: il modo sostenibile per scoprire l’isola greca meno affollata nel 2026

Quasi 4 milioni di turisti si preparano a invadere Corfù nel 2025, un’isola che vive con poco più di 100.000 abitanti. Un numero che fa girare la testa, e che mette sotto pressione ogni angolo di questo angolo di Grecia. Spiagge strapiene, strutture al limite della tenuta: l’isola rischia di perdere il suo volto più autentico. Ma c’è un’alternativa che resiste al turismo di massa. Si chiama Corfù Trail, un percorso di 180 chilometri che taglia l’isola da sud a nord. Qui si cammina lentamente, tra borghi dimenticati, montagne silenziose e tradizioni che ancora sanno raccontare storie vere. Nel 2026 il sentiero spegnerà 25 candeline, e non accenna a perdere smalto.

Corfù Trail, 180 chilometri di natura e storia da Kavos ad Agios Spyridon

Il Corfù Trail attraversa l’isola da parte a parte, partendo da Kavos, località balneare nel sud, fino ad arrivare ad Agios Spyridon, nel nord. Non è la classica meta della movida estiva: è un percorso pensato per chi vuole scoprire un volto meno conosciuto di Corfù. Mentre le spiagge più famose restano il biglietto da visita dell’isola, questo sentiero offre un’alternativa più selvaggia, fatta di natura incontaminata. Si segue la costa occidentale, si attraversa la valle di Ropa, si sale sulle colline interne. Sono 180 chilometri di cammino tra mare, boschi, piccoli paesi e montagne.

Chi si mette in cammino può scegliere i ritmi che preferisce: c’è chi chiude il percorso in poco più di una settimana, camminando da 8 a 20 chilometri al giorno, e chi invece prende più tempo per gustarsi ogni tappa. L’escursionismo oggi non è più una fatica estrema, e per questo sono nati diversi servizi di trasporto bagagli che permettono di viaggiare leggeri e godersi il viaggio. Si dorme in pensioni a conduzione familiare, in stanze sopra taverne tipiche o in piccoli hotel con vista sul mare, incontrando gente del posto e vivendo atmosfere semplici e sincere.

Le tappe da non perdere lungo il Corfù Trail

Il sentiero regala diversi punti di interesse, ognuno con qualcosa da raccontare. Si parte da Lefkimmi, una cittadina dal ritmo lento, quasi fuori dal turismo di massa, con un’atmosfera quotidiana che sa di autentico. Proseguendo verso nord, si arriva alla spiaggia di Prasoudi, dove svetta un ulivo monumentale, il Mitéra, che si stima abbia circa 1.500 anni. Uno spettacolo naturale che dà il senso della storia che accompagna questo cammino.

Poco più avanti, a Sinarades, c’è un piccolo museo folkloristico dentro una casa ottocentesca. Con pochi euro si entra in un mondo fatto di attrezzi, abiti e oggetti di un tempo, un tuffo nella vita contadina corfiota di un tempo. Più a nord si trova Sokraki, un villaggio dove si produce ancora a mano la ginger beer, una bevanda fresca a base di acqua, limone, zucchero e zenzero.

Old Perithia è forse la tappa più affascinante: un villaggio fondato nel Trecento, abbandonato negli anni ’60 e poi recuperato con cura. Qui si trovano taverne rustiche dove assaggiare piatti tipici come il tsigareli, a base di erbe selvatiche saltate, e torte fatte in casa. Il passato si mescola alla natura, con le montagne e il monte Pantokrator che dominano il paesaggio.

Mirtiotissa ed Erimitis, due angoli di paradiso tra mito e natura selvaggia

Sulla costa ovest, una tappa imperdibile è la spiaggia di Mirtiotissa, famosa per la sua bellezza incontaminata e per la leggenda che vuole Odisseo arenato proprio lì. Anche in alta stagione, questo angolo mantiene un fascino speciale, un rifugio dove la natura regna sovrana e la folla si disperde tra scogli e sabbia.

Più a nord-est c’è Erimitis, una penisola rimasta quasi intatta per decenni grazie a una base militare navale. A meno di quattro chilometri dall’Albania, questo luogo segna un confine naturale e storico molto intenso. Il controllo militare ha limitato il turismo, mantenendo un ambiente selvaggio e quasi vergine. Ma dal 2012 alcune aree sono passate nelle mani di investitori stranieri, e la zona sta cambiando. Potrebbe essere l’ultima grande sfida per conservare uno degli ultimi angoli autentici di Corfù.

Redazione

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