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Bolwoningen nei Paesi Bassi: le sfere bianche che rivoluzionano i quartieri periferici

In una tranquilla periferia olandese, cinquanta sfere bianche si stagliano nette contro il verde. Sono le Bolwoningen, le case a forma di palla che hanno rivoluzionato il quartiere Maaspoort di Den Bosch. Non passano inosservate: sembrano uscite da un film di fantascienza degli anni Settanta, con le loro curve perfette e la loro aria futuristica. Intorno, tutto resta ordinario e familiare, ma queste abitazioni spezzano l’ordinario. Dentro quelle sfere vive chi ha scelto di abitare il futuro, oggi.

Un esperimento radicale nel dopoguerra

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Europa si trovò a dover ripensare le sue città. Nei Paesi Bassi, la voglia di sperimentare prese il sopravvento rispetto al ripetere vecchi schemi. Negli anni ’60 il governo olandese iniziò a finanziare progetti abitativi fuori dal comune. In questo clima nacque la figura di Dries Kreijkamp, artista e designer affascinato dalla sfera. Per lui, la forma sferica era il giusto equilibrio tra materia ed energia, con un’intuizione semplice ma rivoluzionaria: una casa a forma di globo avrebbe offerto più spazio interno con meno superficie esterna, riducendo dispersioni di calore e consumi.

La sfera avrebbe anche valorizzato la luce naturale e il rapporto con l’ambiente. Un’idea brillante, ma che in città sembrava pura follia. Eppure, Kreijkamp trovò i finanziamenti per realizzarla. Dopo anni di prototipi e discussioni, tra il 1984 e il 1985 vennero costruite le 50 sfere che ancora oggi dominano quel pezzo di Brabante.

Dietro le quinte delle Bolwoningen: materiali e struttura

A prima vista, le Bolwoningen sembrano leggere, quasi fragili. In realtà, ogni sfera ha un diametro di circa 5,5 metri e offre 55 metri quadrati su tre livelli. In principio si pensava al poliestere, materiale innovativo negli anni ’70 per la sua leggerezza, ma le norme edilizie olandesi richiesero qualcosa di più resistente. Così si optò per cemento armato rinforzato con fibra di vetro, un mix che garantisce solidità e comfort, indispensabile in un territorio dove l’umidità e gli inverni sono severi.

I moduli furono prefabbricati a Rotterdam e poi assemblati rapidamente sul posto. Ogni sfera poggia su una base cilindrica che ospita impianti, deposito e servizi. Le finestre, ben 11 oblò sparsi sulla superficie curva, ricordano più un sommergibile che una casa. Sono posizionate a varie altezze, con affacci sul canale, sul cielo o sul verde intorno, creando giochi di luce davvero particolari.

Vivere dentro una sfera: innovazione e sfide di ogni giorno

Entrare in una Bolwoning significa cambiare completamente modo di vivere la casa. Si accede dal cilindro alla base, poi una scala a chiocciola porta alle camere da letto, al bagno e infine alla zona giorno con cucina e soggiorno. Gli spazi curvi eliminano gli angoli tradizionali e costringono a ripensare l’arredamento.

Non c’è spazio per armadi o tavoli standard: tutto va scelto o costruito su misura, seguendo le forme rotonde. Con il tempo sono emerse anche difficoltà pratiche: le superfici curve sono poco pratiche, l’isolamento acustico ha richiesto miglioramenti e alcune infiltrazioni hanno portato a interventi di manutenzione. Eppure, dopo più di quarant’anni, queste case sono ancora abitate, dimostrando che si tratta di un esperimento abitativo riuscito e duraturo.

Come arrivare e quando visitare le Bolwoningen

Den Bosch è ben collegata ad Amsterdam e Utrecht con treni puntuali e frequenti. Dalla stazione centrale si può prendere un autobus o, meglio ancora, noleggiare una bicicletta per immergersi nell’atmosfera tipica dei Paesi Bassi. Il tragitto fino alle Bolwoningen dura una ventina di minuti, attraversando quartieri ordinati, canali e prati curati: un assaggio perfetto prima di scoprire queste case fuori dal comune.

Il momento migliore per visitarle è la primavera, tra aprile e giugno, quando il verde è brillante e la luce nordica avvolge le sfere in un’atmosfera quasi da film. Anche settembre regala suggestioni particolari, con ombre più lunghe e un silenzio quasi irreale. Le ore migliori sono la mattina presto o il tardo pomeriggio, quando il tempo sembra rallentare e l’unico suono è quello degli uccelli e dell’acqua.

Da decenni le Bolwoningen continuano a sorprendere per la loro originalità e coraggio, un pezzo unico di architettura che vive e respira nella periferia di un Paese sempre pronto a guardare avanti.

Redazione

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