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Hospitalfield primo Giardino dell’Anno italiano premiato in Scozia: il riconoscimento internazionale 2026

Il vento leggero che soffia sulla costa orientale della Scozia porta con sé una notizia destinata a restare: Hospitalfield, la storica residenza d’artista di Arbroath, conquista il Carlo Scarpa Prize for Gardens 2026. È la prima volta che questo prestigioso premio italiano, celebre in tutto il mondo, approda oltremanica. Non si tratta soltanto di un riconoscimento per un giardino, ma di un tributo a quell’arte delicata che fonde natura, memoria e creatività in un unico, straordinario equilibrio.

Carlo Scarpa Prize: più di un premio, una storia da raccontare

Il Premio Internazionale Carlo Scarpa per i Giardini, promosso dalla Fondazione Benetton di Treviso, ogni anno premia un luogo unico che riesce a unire arte, natura e storia in modo armonico. Tra i vincitori passati ci sono siti lontani come Egitto, Finlandia, Siria, Bosnia-Erzegovina e Kazakistan. Ora c’è Hospitalfield, che conferma il suo peso sulla scena internazionale.

Il premio non si limita a una semplice targa. Prevede la realizzazione di un documentario di un’ora, firmato da Davide Gambino, che racconta in modo poetico e dettagliato la particolarità del giardino. Accanto al film, viene pubblicato un libro monografico, una risorsa preziosa per studiosi e appassionati. Così, il premio diventa uno strumento per portare il paesaggio fuori dagli ambiti specialistici e farlo conoscere a un pubblico più vasto.

Lo scorso 9 maggio, la delegazione scozzese ha partecipato a Treviso al simposio inaugurale, alla presentazione del libro e alla prima proiezione del documentario. Il viaggio continua il 9 settembre a Edimburgo, all’Istituto Italiano di Cultura, per un secondo momento di confronto e visione. Infine, Arbroath sarà protagonista il weekend del 12 e 13 settembre, durante l’Angus Doors Open Day, con le celebrazioni centrali del premio.

Hospitalfield: dove arte e paesaggio si incontrano davvero

Hospitalfield non è un semplice giardino botanico né un parco pubblico come tanti altri. Questa ex residenza privata, oggi centro per artisti in residenza, porta con sé quasi due secoli di storia artistica. Le stanze intagliate e gli ambienti interni raccontano storie di creatività e passione.

Il giardino, invece, ha una storia tutta sua. Firmato da Nigel Dunnett, esperto di paesaggi sostenibili, è frutto di un progetto che coinvolge anche gli studi Caruso St John e Purcell Architects. Non si tratta di riprodurre la storia della casa, ma di proiettarla verso l’esterno, in un dialogo aperto con il paesaggio marino e costiero che circonda Hospitalfield. Il giardino si apre al territorio, esplorando un rapporto vivo tra uomo e natura, guardando al futuro senza dimenticare il passato.

Qui l’arte non è solo nelle opere appese o esposte, ma si diffonde nell’ambiente, intrecciando progettazione, cura del paesaggio e ricerca contemporanea.

Programmi 2026: natura, cultura e rigenerazione

Oltre al premio, Hospitalfield si conferma un polo vivo per la cultura ambientale e artistica locale. Il calendario 2026 propone progetti che parlano direttamente con il territorio e la comunità.

A maggio si è conclusa la residenza biennale di Rebecca Chesney, dedicata all’orto e alla biodiversità nell’ambito del progetto Pollinate. Al centro del suo lavoro c’è il Kidney Vetch, una pianta biennale un tempo diffusa lungo le coste orientali della Scozia, oggi in declino. Questa pianta è fondamentale per la farfalla Small Blue, specie delicata e rara. Chesney ha creato una banca di semi con l’obiettivo di far rinascere l’habitat del Kidney Vetch. I semi saranno distribuiti il 30 maggio durante la vendita di piante legata alla rete Angus Scotland’s Gardens, coinvolgendo così una rete di diffusione sul territorio.

A giugno arriva Grow Up!, un campo estivo che ruota attorno a una domanda semplice ma importante: da dove vengono le nostre piante? Tra visite a vivai specializzati e approfondimenti sulla filiera, si parlerà della storia dell’orticultura a Glasgow, della propagazione delle specie e della diversità delle colture locali. Il tutto per stimolare una maggiore consapevolezza sulle catene globali del commercio e sull’impatto ambientale.

Con queste iniziative, Hospitalfield conferma il suo ruolo di incubatore culturale, aperto al dialogo tra arte, natura e comunità, puntando su progetti che uniscono rigenerazione ecologica e memoria storica.

Hospitalfield e il Carlo Scarpa Prize lanciano un messaggio chiaro nel dibattito internazionale su giardini e paesaggi contemporanei. Con uno sguardo che guarda alle radici culturali ma non rinuncia all’innovazione e alla cura del territorio, raccontano una storia nuova, capace di parlare al presente e al futuro.

Redazione

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