
A 247.000 euro. È questo il prezzo base con cui è stata messa all’asta l’isola privata di Makri, un fazzoletto di terra immerso nel mare cristallino della Grecia. Un’offerta che, a prima vista, sembra un affare, soprattutto se si pensa al valore delle isole nel Mediterraneo. Ma dietro quel numero basso si nascondono vincoli ambientali rigorosi, capaci di bloccare ogni progetto di sviluppo. Qui non si tratta di costruire un resort di lusso o di trasformare l’isola in una meta turistica esclusiva. Questa è un’occasione diversa, dove la parola d’ordine è tutela della natura più che profitto.
Makri, dall’oro al rame: il prezzo crolla per i vincoli ambientali
A novembre 2024, l’isola di Makri, nel gruppo delle Echinadi nel Mar Ionio, sarà battuta all’asta con un prezzo base di 247.000 euro. Un numero che fa un certo effetto, specie se si pensa che solo due anni fa, nel 2022, il prezzo richiesto superava gli 8 milioni. Il motivo è chiaro: vincoli ambientali e norme che mettono un freno netto a qualsiasi progetto edilizio o commerciale. Makri non è un terreno libero da vincoli: è classificata come area forestale protetta e fa parte della rete europea Natura 2000, un sistema che tutela gli ambienti più delicati.
Tutto ciò si traduce in limiti rigidi su qualsiasi intervento. Sono ammesse solo opere leggere, con piccoli interventi agricoli; ogni tentativo di costruire strutture invasive o destinate al turismo di massa è fuori discussione. Oggi sull’isola ci sono solo poche strutture fatiscenti: una casa abbandonata, una cisterna per l’acqua e una piccola cappella in rovina. Chi comprerà Makri dovrà pensarla come un rifugio naturale, non come la base per un palazzo di lusso o un grande centro turistico.
Isole private in Grecia: tra sogno e realtà, vincoli pesanti e poche opportunità
Makri è un esempio chiaro della tensione che c’è in Grecia tra il desiderio di possedere un’isola tutta per sé e le regole ferree per proteggere l’ambiente. La normativa, influenzata dalle direttive europee, mostra che molte di queste isole non possono essere usate come semplici investimenti turistici. Chi compra in questi contesti deve fare i conti con restrizioni severe e con un uso dell’area che spesso significa solo soluzioni essenziali e sobrie.
Da un lato il valore economico di queste proprietà è più basso rispetto a mercati meno regolamentati o zone con infrastrutture già pronte. Dall’altro, però, cresce il fascino di avere un posto incontaminato, dove la natura è protetta e la vita si fa più semplice e lontana dal caos. È un trend che rispecchia la voglia di staccare la spina, di vivere “off-grid”, di fuggire dal mondo iperconnesso. Makri, insomma, più che un investimento tradizionale è un richiamo a un’esistenza più naturale.
Alternative tra isole private in Grecia e nel mondo: lusso senza complicazioni
Per chi invece vuole godersi un’isola privata senza troppi vincoli e senza rinunciare ai comfort, il mercato offre molte altre opzioni in affitto. In Grecia, per esempio, c’è Turquoise Private Island vicino alla Riviera di Atene: può ospitare fino a 20 persone, con dieci camere e otto bagni. Qui non mancano servizi come chef e maggiordomo privati, e si può arrivare comodamente in elicottero.
Fuori dai confini greci, ci sono altre mete di prestigio. Tagomago, nelle Baleari vicino a Ibiza, è disponibile per affitti esclusivi e offre una villa moderna con piscina d’acqua salata, jacuzzi e palestra privata, con uno staff sempre pronto ad assistere gli ospiti. Nel panorama globale, le Maldive e i Caraibi sono mercati consolidati per il turismo di lusso su isole private. Tra queste spicca Necker Island, proprietà di Sir Richard Branson, famosa per affitti personalizzati, completi o parziali.
Queste opzioni mostrano un mercato variegato, dove chi cerca infrastrutture complete trova soluzioni di alto livello, mentre chi preferisce l’isolamento e la natura può optare per luoghi più selvaggi. Makri è per chi accetta limiti rigorosi e vuole un contatto autentico con la natura, mentre altre isole offrono vacanze private senza rinunciare a nessun comfort.
