
Quasi 300 eventi sparsi in oltre 220 angoli di Roma: è questo il cuore pulsante di Open House, che dal 16 al 24 maggio trasforma la città in un enorme teatro a cielo aperto. Giunta alla quattordicesima edizione, la manifestazione non si accontenta delle solite vedute da cartolina. Anzi, scava più a fondo, spalancando porte che di solito restano chiuse: cortili nascosti, piani nobili dimenticati, persino sale un tempo riservate a cappelle private. Roma si svela così, senza filtri, mostrando un volto autentico e sorprendente, lontano dai percorsi turistici tradizionali.
Roma che cambia: “City in Flux”, il tema di Open House 2026
Il filo rosso di questa edizione è “City in Flux”, ovvero la città vista come un organismo vivo, sempre in movimento tra passato e futuro. Il programma mette al centro questo continuo cambiamento, puntando sulla tensione tra memoria storica e trasformazioni urbane di oggi. Spazi pubblici e identità collettive, architettura tradizionale e innovazione si confrontano in un dialogo che invita a guardare Roma con occhi diversi. Open House non racconta solo gli edifici, ma li usa come chiave per capire la città. La manifestazione è gratuita, ma alcune visite richiedono prenotazione per garantire ordine e sicurezza. Nato a Londra nel 1992, Open House è arrivato a Roma nel 2012 grazie a Open City Roma, diventando parte integrante del tessuto urbano romano, dove ogni edificio racconta più di una storia, testimone di una stratificazione complessa e affascinante.
Percorsi a tema per scoprire la Roma nascosta
Il programma si divide in quattro grandi aree tematiche, pensate per coinvolgere pubblici diversi e offrire punti di vista originali. Il primo percorso, “Architetture dello spazio pubblico”, invita a riscoprire piazze e luoghi d’uso quotidiano spesso dimenticati. Tra i siti di punta ci sono Piazza Pia e Piazza Augusto Imperatore, quest’ultima finalmente restituita alla città dopo anni di lavori, oltre alla nuova stazione Metro C Colosseo-Fori Imperiali. Questi spazi raccontano la vivacità sociale e storica che anima Roma.
“Ingegneria eroica” è un percorso dedicato a chi pensa solo a monumenti e palazzi. Realizzato con il progetto di ricerca SIXXI dell’Università di Roma Tor Vergata, conduce alla scoperta delle opere di ingegneri come Nervi, Morandi e Musmeci, veri simboli del “Made in Italy” tecnico. Ponti, palazzetti e strutture nate decenni fa che ancora oggi reggono il confronto con le architetture moderne, testimonianze di una progettazione senza tempo.
Donne e inclusione: storie e spazi che fanno la differenza
Un altro percorso importante è “Progettare Roma al Femminile”, che racconta il ruolo spesso invisibile di architette, urbaniste e designer nella crescita della città. Curato con associazioni come AIDIA Roma, Architette Romane e la Casa Internazionale delle Donne, questo itinerario dà voce a storie e progetti finora rimasti ai margini della narrazione ufficiale.
Al tempo stesso, “Città Inclusiva” mette al centro l’accessibilità. Qui si trovano visite in Lingua dei Segni Italiana , percorsi multisensoriali e attività pensate per persone nello spettro autistico. L’obiettivo è rendere l’architettura patrimonio di tutti, superando barriere fisiche e culturali. L’attenzione all’inclusività amplia e rende più sensibile l’offerta culturale di Open House Roma, accogliendo ogni cittadino e visitatore.
Design, cultura e attività per famiglie: nuovi modi di vivere la città
Open House Roma 2026 presenta anche “INSULAE”, un progetto parallelo dedicato al design curato dall’architetto Davide Paterna. Cinque eventi mettono in relazione negozi di punta, spazi creativi, aziende, professionisti e scuole. Tra talk e installazioni si esplorano le tendenze del design italiano contemporaneo, sempre con un occhio alla realtà concreta e ai processi produttivi locali.
Per le famiglie e chi vuole mantenere vivo lo spirito giocoso c’è “OHRkids”. Dieci appuntamenti tra laboratori, passeggiate nei quartieri storici e sessioni di disegno dal vivo offrono momenti di scoperta pensati per i più piccoli. Questa parte contribuisce a rendere Open House un’esperienza per tutte le età, stimolando la curiosità verso la città e la sua storia con attività divertenti e formative.
L’intera manifestazione è un’occasione rara per immergersi nel volto più profondo e complesso di Roma. Aprire edifici e spazi altrimenti chiusi o poco conosciuti trasforma la visita in un’indagine affascinante sui tanti volti della Capitale. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale dell’evento, che funge anche da guida per orientarsi tra le centinaia di proposte.
