La notte di Halloween si avvicina, e con lei un’ondata di brividi digitali pronta a invadere schermi e cuori. Quest’anno, i videogiochi horror sfoggiano un mix sorprendente: dal cupo universo lovecraftiano a inquietanti rielaborazioni di classici, passando per esperimenti freschi e originali. Non mancano produzioni italiane che si fanno notare, insieme a titoli internazionali capaci di rinnovare il genere. Qui non si parla solo di mostri sotto il letto, ma di misteri che scavano nella mente, di meccaniche di gioco che ribaltano le prospettive, mettendoti a volte nei panni del terrore stesso. Ecco cinque esperienze recenti che vale la pena esplorare, se il coraggio non ti manca.
Cucina stellata: tradizione e orrore in una Romagna fuori dal tempo
Questo gioco italiano ci porta nella Romagna dell’Ottocento, dove la cucina tradizionale incontra un elemento soprannaturale davvero fuori dall’ordinario. Seguendo le ricette di Pellegrino Artusi, si preparano piatti classici come cappelletti in brodo e ossobuco. Ma tutto cambia quando un meteorite cade vicino al paese, portando con sé un ingrediente alieno. Questo componente misterioso altera il gusto dei piatti e provoca visioni disturbanti a chi li mangia. La storia gira intorno all’ossessione, con il giocatore che si trova a subire eventi fuori dal proprio controllo, in un’atmosfera di straniamento.
Erik Tassinari, direttore del progetto, racconta come la sfida fosse trasformare l’interattività in una vera e propria trappola emotiva, limitando le scelte del giocatore per coinvolgerlo a fondo. “Cucina Stellata diventa così un omaggio ambiguo al cibo, capace di modificare non solo il palato ma anche la mente.” Il gioco è disponibile gratuitamente per Windows, con testi interamente in italiano, perfetto per chi cerca un horror narrativo e d’atmosfera.
Paratopic: il ritorno di un cult indie con un restyling inquietante
“Paratopic: Overdub” è la versione aggiornata di un piccolo cult indie uscito nel 2018. Mantiene il suo stile grafico low-poly, che ricorda i giochi per PlayStation One, ma con dettagli più curati e un gameplay più fluido. La trama si arricchisce, ampliando le scene iniziali e finali e complicando ancora di più una narrazione non lineare.
Il gioco si svolge attraverso gli occhi di più personaggi, con salti temporali e prospettive che si intrecciano in un’America post-industriale segnata da crisi economica e alienazione. Le videocassette misteriose diventano quasi una droga in un mercato oscuro. Il montaggio ricorda i videogiochi sperimentali come “Thirty Flights of Loving” e l’atmosfera da David Lynch, creando confusione e disorientamento che spingono a perdersi nelle pieghe della storia.
Il remaster rischia di perdere un po’ del fascino oscuro dell’originale, che giocava molto sull’ambiguità e sui vuoti narrativi, ma resta un titolo da scoprire o riscoprire per chi ama le storie complesse e l’horror psicologico. Disponibile per Windows, è un invito a immergersi in un’esperienza fuori dagli schemi.
Penguin Colony: un horror lovecraftiano visto con gli occhi di un pinguino
Ispirato a “Alle montagne della follia” di Lovecraft, “Penguin Colony” ci porta in un’Antartide infestata da presenze aliene e orrori cosmici. La storia parte da una spedizione nazista negli anni ’30, finita nel caos e nella follia. Ma il protagonista non è un umano: è un pinguino, un abitante locale che vive in una colonia indigena.
Si controllano diversi pinguini, ognuno con abilità proprie, e si esplora un ambiente che alterna momenti di libertà a interazioni realistiche come nuotare, scivolare sul ghiaccio e saltare. Se un pinguino muore, si passa a un altro, mantenendo così la continuità del gioco.
Il titolo affronta temi come il razzismo e la paura dell’ignoto, presenti nelle opere di Lovecraft, ma li mette in discussione con uno sguardo critico. Mette in parallelo la colonizzazione europea con le invasioni aliene, portando in luce questioni ancora attuali. Disponibile per Windows, “Penguin Colony è un mix originale di horror e riflessione politica.”
Rolla: il mostro che divora la città, tra distruzione e riflessione
“ROLLA” offre un gameplay che ricorda per certi versi Katamari Damacy, ma al contrario: qui si è una palla di carne vivente che si muove tra città e basi militari, divorando persone e crescendo di dimensioni. Polizia e militari cercano di fermare la creatura con armi sempre più pesanti.
Le missioni chiedono di mangiare un certo numero di persone o distruggere edifici, con un punteggio che valuta i danni economici causati. Dietro l’azione c’è una riflessione implicita sul desiderio umano di distruzione, e su come accumulare possa significare anche consumare e distruggere.
Rispetto a Katamari, dove l’accumulo è leggero e surreale, qui ha un peso tragico e quasi comico. Il gioco per Windows punta su meccaniche semplici ma capaci di far pensare alla violenza e all’avidità della società moderna.
Silent Hill: Townfall, la saga riparte con un occhio all’ambiente e alla società
Dopo anni di silenzio, Silent Hill torna con un capitolo che parla di temi attuali nel survival horror. “Townfall” mette al centro il peso del capitalismo estrattivista sulle comunità e sull’ambiente. La storia si svolge su un’isola scozzese negli anni ’90, colpita da un disastro. Tre personaggi attraversano paesaggi nebbiosi, strutture abbandonate e creature terrificanti, in cerca di redenzione.
Il gioco è frutto della collaborazione tra Screen Burn Interactive, Konami e Annapurna Interactive, nota per le sue produzioni artistiche. Si inserisce in un percorso che nei capitoli precedenti aveva già affrontato temi sociali come bullismo e patriarcato, aggiungendo ora una critica ambientale che rende l’atmosfera ancora più cupa.
Disponibile per PlayStation 5 e Windows, con testi in italiano, “Townfall conferma la tradizione di Silent Hill di unire paura e riflessione, mettendo sotto la lente non solo i mostri, ma anche le conseguenze di dinamiche economiche e culturali reali.”
