# Quasi quattro anni dopo Spaziale. Ognuno appartiene a tutti gli altri, il Padiglione Italia torna alla Biennale di Venezia con una novità: stavolta sono i giovani architetti under 40 a prendere il comando. La scelta è passata attraverso una selezione pubblica chiusa a febbraio 2026, e il nome è stato svelato dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha voluto mettere in luce proprio il valore delle nuove generazioni in un ruolo così cruciale. Il progetto, battezzato TEMPORANEA, nasce dall’incontro tra Studio NORMAL e APRIL e sarà esposto dall’8 maggio al 21 novembre 2027, durante la Mostra Internazionale di Architettura.
Giovani e interdisciplinari: il volto nuovo del Padiglione Italia
Il gruppo vincente unisce Studio NORMAL, nato a Milano nel 2017 con Mattia Inselvini , Davide Masserini e Luigi Savio , e APRIL, formato da Alessandro Farinella , Francesco Maria Tiribelli e Monica Moschini . La giuria ha premiato questa coppia per la forza della loro idea, che gira intorno al concetto di temporaneità. Studio NORMAL, già presente nel Padiglione Italia 2023, si distingue per un approccio che fonde architettura, design e scenografia, mentre APRIL porta un mix originale di architettura e moda, con esperienze che spaziano dai fashion show ai film e all’editoria. Questo mix di competenze ha convinto la commissione per la capacità di proporre qualcosa di nuovo e fresco.
Per il Ministro Giuli, affidare il Padiglione a questa squadra rappresenta un’occasione per aprirsi a nuove prospettive, mettendo in contatto giovani professionisti con un pubblico attento al presente. Questa esperienza diventa così una vetrina per culture progettuali italiane ancora poco esplorate nel panorama internazionale.
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Biennale 2027: Wang Shu e Lu Wenyu puntano sulla coesistenza
Per la prima volta la Biennale Architettura sarà diretta da Wang Shu e Lu Wenyu, architetti cinesi fondatori dell’Amateur Architecture Studio. Il loro tema è Do Architecture – La possibilità di coesistenza nella realtà reale, un invito a vedere l’architettura come pratica capace di integrarsi con il contesto sociale che cambia.
Il progetto italiano TEMPORANEA si inserisce proprio in questa chiave, proponendo un’architettura che non punta all’immobilità, ma alla capacità di creare incontri, relazioni e immaginari condivisi. È un’idea di architettura che si mostra dinamica, partecipativa, pronta ad adattarsi ai continui cambiamenti culturali e spaziali, giocando con l’effimero e la mutevolezza.
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TEMPORANEA: l’architettura che cambia forma nel tempo
La proposta vincente si fa notare per come interpreta il tema della temporaneità. La giuria, con in prima fila Costantino D’Orazio, ha apprezzato la capacità di trasformare il concetto in un’“architettura-scena”, fatta di elementi che si modificano nel corso della mostra. Questo allestimento dinamico diventa così una metafora dell’architettura italiana di oggi, che si muove tra diversi ambiti e linguaggi.
L’idea è chiara: la temporaneità non è solo un tema, ma un tratto distintivo di chi fa architettura e del Made in Italy, un elemento che il progetto incarna con coerenza, rispettando i criteri della selezione. Sono proprio queste qualità effimere, insieme alla capacità di creare nuove relazioni tra spazio e visitatore, a rendere la proposta originale e al passo con i tempi.
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Una scelta generazionale e culturale di peso
Alessandro Giuli ha messo in evidenza come TEMPORANEA sia un progetto pensato da giovani per i giovani. Non si tratta solo di una questione di forme, ma di coinvolgimento e di una visione fluida, capace di dialogare con le inquietudini e le domande del presente.
Anche Costantino D’Orazio, Direttore Generale Creatività Contemporanea e Commissario del Padiglione, conferma l’intenzione di puntare su proposte che sappiano coniugare arte, design, moda e spettacolo in modo innovativo. L’obiettivo è offrire al pubblico veneziano un’occasione di confronto culturale aperto e stimolante, che racconti le tante sfaccettature dell’oggi.
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Verso il 2027: un Padiglione Italia immersivo e aperto al dialogo globale
In vista della presentazione ufficiale di marzo 2027, dal Dipartimento per le Attività Culturali arrivano conferme su un’esperienza pensata per essere immersiva e complessa, dove architettura e altre forme artistiche si intrecciano. Il Padiglione Italia sarà un percorso che riflette le trasformazioni in corso, sia nel tessuto urbano che nel mondo creativo.
Massimo Osanna, a capo del Dipartimento, parla di un convegno di idee e stimoli che metterà a confronto la realtà architettonica italiana con quella internazionale, sfruttando la varietà di discipline per raccontare una storia integrata. TEMPORANEA si inserisce così in una mostra che punta su apertura e sperimentazione, un crocevia di idee e speranze per il futuro dell’architettura e delle arti visive.
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Il Padiglione Italia 2027 segna l’inizio di una nuova fase, affidata a giovani architetti chiamati a raccontare con lucidità e inventiva un mondo in rapido cambiamento, mettendo in scena un’architettura legata alla trasformazione, all’esperienza e al presente.
